Voucher anche per gli hotel:
«Ma le grandi Ota ci intralciano»

Voucher anche per gli hotel:<br> «Ma le grandi Ota ci intralciano»
25 Marzo 09:41 2020 Stampa questo articolo

Con l’entrata in vigore del cura Italia il quadro è completo: l’alternativa di rimborso in voucher per chi ha dovuto rinunciare al proprio viaggio per via dell’emergenza coronavirus è valida anche per gli hotel, non solo per i biglietti aerei, quelli dei bus, dei treni e delle navi. «La norma è stata introdotta anche in seguito alle nostre segnalazioni – dichiara Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi – Era necessario far fronte a una situazione esplosiva, in cui tutti sarebbero risultati perdenti: l’albergo perché attualmente non dispone delle risorse per effettuare il rimborso; e il cliente, che non avrebbe avuto né il voucher né i soldi indietro».

Così, mentre il Codacons ufficializza un esposto all’Antitrust e si scaglia contro le agenzie di viaggi e i tour operator definendo l’utilizzo del voucher “pratica commerciale scorretta”, e si appella all’articolo 41 del Codice del Turismo secondo cui “in caso di circostanze inevitabili e straordinarie verificatesi nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze e che hanno un’incidenza sostanziale sull’esecuzione del pacchetto o sul trasporto di passeggeri verso la destinazione, il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto, prima dell’inizio del pacchetto, senza corrispondere spese di recesso, ed al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto, ma non ha diritto a un indennizzo supplementare”, gli operatori del turismo seguono quanto stabilito dal decreto del 2 marzo, e Nucara sostiene che «il mercato ha iniziato a prendere confidenza con lo strumento».

Federalberghi, prosegue il dg, «ha fornito a tutti i soci un fac simile di voucher e una lettera di accompagnamento, il tutto in sei lingue: italiano, inglese, francese, russo, spagnolo e tedesco». E i clienti, consapevoli della eccezionalità della situazione, «stanno reagendo positivamente a questa novità – aggiunge Nucara – Spiace, invece, constatare come i grandi portali di prenotazione stiano facendo di tutto per intralciare l’applicazione della legge. Oggi viviamo in una situazione di emergenza e non è il tempo delle polemiche, ma mi auguro che quando questa tempesta sarà finita, dopo aver raccolto i cocci, le imprese avranno la memoria lunga e sapranno distinguere tra i veri partner, che le hanno aiutate a resistere alle avversità, e i falsi amici, che alla prima avvisaglia hanno rivelato la loro vera natura».

Intanto, mentre il voucher cerca di plasmarsi nell’attuale e complicato scenario, Alessandro Nucara comunica come Federalberghi stia «lavorando, al fianco del governo e del Parlamento, per migliorare i contenuti dei due decreti già adottati e per impostare i futuri provvedimenti tenendo conto delle esigenze del settore, che è sicuramente quello più colpito dalla crisi come testimoniano i dati di Cerved, che ha stimato per il 2020 un calo di fatturato degli alberghi italiani superiore al 70%, proprio in queste ore abbiamo presentato a tutte le forze politiche un pacchetto di emendamenti al decreto legge del 17 marzo 2020, n° 18 (il cura Italia, ndr)».

Tra gli interventi proposti, conclude il direttore generale, «spiccano quelli volti a tutelare la liquidità delle imprese durante la situazione emergenziale, con misure quali l’abolizione di imposte (su tutto l’Imu e la Tari) e la sospensione di termini per adempimenti e pagamenti, quali i contributi, le ritenute, l’iva, o anche le utenze, e a tutelare l’occupazione, fino agli emendamenti che focalizzano l’attenzione sulle peculiari esigenze delle imprese in affitto e delle attività stagionali».

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Giulia Di Camillo
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