Voli e alberghi, la stagione dei rincari in Italia

Voli e alberghi, la stagione dei rincari in Italia
25 luglio 12:46 2018 Stampa questo articolo

Nel 2019, in Italia, hotel e voli saranno più cari. Sulla scia di un’economia globale in crescita e dell’aumento dei prezzi del petrolio, dice il Global Travel Forecast pubblicato da Gbta e Cwt con il supporto di Carlson Family Foundation, le tariffe degli alberghi e quelle aeree aumenteranno non solo a a livello globale (rispettivamente, del 3,7% e del 2,6%), ma ancora di più nello Stivale.

I voli, ad esempio, cresceranno al ritmo del 5,5%, con un valore particolarmente elevato per quanto riguarda le tratte intercontinentali in classe business (+5,9%), seguite dalle tratte domestiche in economy (5,6%), e da quelle continentali (+5,1% per l’economy e +4,9% per la business). Per le tariffe alberghiere tricolori poi, sono attesi rialzi in media del 6,3%, con valori abbastanza omogenei tra le categorie (+6,1% per gli hotel up-scale, +6,4% per quelli di fascia media). Per il trasporto via terra, infine, i prezzi sono previsti in crescita del 4,8%, in linea con le performance degli altri grandi mercati europei.

«Mentre la maggior parte dei mercati più importanti sembra essere nella giusta direzione, continuano a persistere rischi per l’economia globale, legati all’ascesa di politiche protezionistiche, alla possibilità di guerre commerciali e all’incertezza derivante dalla Brexit – ha affermato Michael W. McCormick, direttore esecutivo e coo di Gbta – Questa previsione fornisce ai buyer dei servizi di viaggio una migliore comprensione del mercato globale e dei principali driver delle tariffe, evidenziando come la chiave per costruire travel program di successo sarà quella di tenere sotto controllo uno scenario globale in continua evoluzione e reagire prontamente».

«Il futuro dei viaggi aziendali può essere sintetizzato in una personalizzazione accelerata, con la tecnologia mobile, l’intelligenza artificiale, il machine learning e l’analisi predittiva che fanno tutti la loro parte – ha affermato Kurt Ekert, presidente e ceo di Carlson Wagonlit Travel – Il successo è legato alla tecnologia, con una sofisticata elaborazione dei dati al centro di tutto».

In particolare, il settore dell’aviazione sarà caratterizzato dall’introduzione di voli a lunghissimo raggio e da una crescente concorrenza da parte delle compagnie aeree low cost, che non solo si moltiplicheranno, ma combatteranno anche per le rotte a lungo raggio, e dalla spinta delle compagnie aeree verso la New Distribution Capability. Da parte loro, le tariffe aeree potrebbero diventare più care a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio, della pressione competitiva derivante dalla scarsità di piloti, delle potenziali guerre commerciali e di una ulteriore segmentazione delle tariffe per migliorare la redditività.

Tra i Paesi più cari dell’Asia-Pacifico, ad esempio, ci sarà la Cina (+3,9% l’aumento delle tariffe aeree in quello che entro il 2020 diventerà il più grande mercato aereo del mondo), la Nuova Zelanda (+7,5%) e l’India (+7,3%), che dovrebbe diventare il più grande mercato aereo del mondo entro il 2025. L’unica eccezione in questa regione in forte espansione è il Giappone, le cui tariffe sono attese in diminuzione del 3,9% a causa della capacità aggiuntiva offerta nel Paese in vista dei Giochi Olimpici nel 2020. Prezzi più elevati anche in Europa con al top Norvegia (+11,5%), Germania (+7,3%), Francia (+6,9%) e Spagna (+6,7%).

Complice la tecnologia e l’incremento generale del trasporto aereo, la domanda di camere subirà anch’essa un incremento: in Asia-Pacifico, le tariffe degli hotel dovrebbero aumentare del 5,1%, del 5,6% in Europa, Oriente e Africa, del 2,1% in Nord America. In calo invece i prezzi degli hotel in America Latina (-1,3%), con flessioni in Argentina (-3,5%), Venezuela (-3,4%), Brasile (-1,9%) e Colombia (-0,7%). Cile, Perù e Messico, invece, dovrebbero vedere rispettivamente aumenti del 6,4%, 2,1% e 0,6%.

Ultimo capitolo, la mobilità: nel prossimo anno i prezzi del trasporto via terra dovrebbero aumentare solo dello 0,6% in Nord America, mentre nelle altre aree geografiche resteranno stabili almeno fino al quarto trimestre del 2019. Sul fronte dei trend, la gestione via mobile continuerà ad aumentare, stesso cosa per l’utilizzo tra i viaggiatori delle app di “chiamata” – sia che si tratti di taxi o di servizi di auto private – così come diventeranno sempre più popolari le auto on demand, il car sharing, le auto elettriche e le connected car.

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Giorgio Maggi
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