Visit Nepal 2020 tra siti Unesco e biodiversità

Visit Nepal 2020 tra siti Unesco e biodiversità
06 Agosto 07:00 2019 Stampa questo articolo

C’è un anello nel dna geografico del Nepal che lo contraddistingue dagli altri paesi del mondo ed è la sua unicità: quattro siti Unesco, tra cui Lumbini, il luogo di nascita del Buddha e il Sagamantha National Park, il fascino del monte Everest, con la cima più alta del mondo e le valli di Kathmandu.

Tante occasioni di visita e di escursioni attraverso un territorio poco più grande della metà dell’Italia e un’autentico scrigno di attrazioni naturali, con quasi 850 specie di uccelli (8% sul totale nel mondo), oltre 500 specie di farfalle e molteplici opportunità per le attività outdoor, dal rafting  al parapendio, dal trekking al bungee jumping.

Come ha raccontato Paolo Nugari, console onorario del Nepal, nonché fondatore e direttore del t.o. Avventure nel Mondo a oltre 100 agenti di viaggi e  tour operator intervenuti al Visit Nepal Meeting di Roma, svoltosi nei giorni scorsi, questa destinazione ospita una ricchezza naturale unica, ancora poco percepita nel mondo come un richiamo turistico di grande appeal.

Alla presenza del presidente di Fiavet nazionale, Ivana Jelinic e del presidente di Fiavet Lazio, Ernesto Mazzi, il console e convincente promoter Nugari ha spiegato perché oggi, per la prima volta, l’European Regional Meeting del Visit Nepal, si è svolto a Roma: «Questo paese democratico, dove c’è la massima sicurezza per i turisti ospiti, è in piena trasformazione e vuole raggiungere l’obiettivo entro il 2020 di toccare i 2 milioni di visitatori internazionali, puntando anche sul mercato italiano, ormai maturo per scoprire finalmente l’unicità del suo territorio e delle sue bellezze non solo naturali ma anche artistico-culturali e religiose. Una popolazione serena, di buon carattere e integrata in una visione del mondo dominata dalla preghiera e dalla liturgia. L’elemento del divino è presente ovunque, nelle cose e nelle persone e questo clima è inclusivo ma non invadente».

La natura è il valore aggiunto. «La prima unicità del Nepal è nella biodiversità che ospita il suo territorio, con le foreste nel sud del paese, al confine con l’India, popolato da elefanti, tigri, coccodrilli – ha aggiunto Nugari – Poi la fascia intermedia, collinare, terrazzata per la coltivazione del riso e del the, solcata da fiumi impetuosi con villaggi caratteristici e centri urbani, tra i quali Kathmandu. E infine la zona himalayana, con otto vette oltre gli 8mila metri, che annualmente attraggono numerose spedizioni internazionali. A completamento dell’Offerta, l’arte nepalese attraverso le capitali del paese che si sono susseguite nel tempo con palazzi, pagode che hanno accumulato una valenza artistica davvero emozionante».

E la campagna Visit Nepal 2020 mira proprio a evidenziare le eccellenze dell’offerta turistica di questo paese, raddoppiando gli arrivi internazionali e aumentando la spesa pro capite dei visitatori: obiettivi che le autorità nepalesi intendono raggiungere con investimenti nelle strutture, in nuovi aeroporti e con una promozione su vasta scala che mira a coinvolgere soprattutto gli operatori esteri.

Il tutto in un equilibrio tra ambiente, economia e società che l’attuale governo e il Nepal Tourism Board vogliono tutelare nel lancio di un modello di sviluppo rigorosamente all’insegna del turismo responsabile. Attualmente il Paese è raggiungibile con numerosi collegamenti da New Delhi, Doha, Bangkok e Hong Kong, operati da compagnie aeree di prima grandezza come Korean Air, Turkish Airlines, Thai Airways, Air China e Qatar Airways.

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Andrea Lovelock
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