Virus cinese, è allerta anche a Fiumicino

Virus cinese, è allerta anche a Fiumicino
21 Gennaio 12:01 2020 Stampa questo articolo

È comparso in Cina nella città di Wuhan – nella Provincia dell’Hubei – lo scorso dicembre e ha già fatto registrare almeno quattro vittime nel Paese e oltre 200 casi confermati. Ed è stato registrato un caso anche in Australia. Partito dal mercato del pesce della città cinese, il coronavirus, della stessa famiglia della Sars, risulta trasmissibile da uomo a uomo. I sintomi sono tosse secca, mal di gola, febbre. La conferma della modalità di trasmissione interumana è giunta da un esperto della Commissione della salute pubblica del governo cinese, Zhong Nanshan.

Cresce l’allerta internazionale, visto che tra l’altro si avvicina il Capodanno cinese. Sono scattati i controlli negli aeroporti, anche a Fiumicino dove ci sono tre voli settimanali per la metropoli cinese. Lo scalo romano opera screening costante, misure di monitoraggio e locandine informative per i viaggiatori. Se dovessero verificarsi casi sospetti, è stato predisposto l’immediato trasporto in ospedale con speciali ambulanze che isolino il paziente.

L’invito, però, da parte degli esperti è alla cautela e al non creare allarmismo, anche perché i controlli vengono effettuati già a Wuhan ed è improbabile che una persona che ha contratto il virus possa salire sull’aereo.

La patologia polmonare nell’Hubei è tra gli avvisi in evidenza anche sul sito Viaggiare sicuri della Farnesina, che sottolinea: “Dal 31 dicembre 2019 sono stati segnalati 218 casi di polmonite di origine virale (coronavirus). Al 21 gennaio 2020 sono stati registrati quattro decessi collegati al virus. La maggior parte delle persone infettate sarebbe entrata in contatto con animali in un mercato locale di Wuhan. Alcuni casi si sono verificati in altre località della Cina tra cui 14 nella provincia del Guangdong, 5 a Pechino e 1 a Shanghai”.

Il sito del ministero degli Esteri avverte che le autorità locali stanno adottando le necessarie misure di contenimento e hanno confermato “il 20 gennaio 2020 che tra le modalità di trasmissione del virus potrebbe esserci anche il contatto stretto con persone affette dal virus. Alla luce delle informazioni disponibili, le autorità sanitarie locali e internazionali (Oms – Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomandano di evitare qualsiasi contatto con animali e con persone affette da patologie respiratorie nell’area interessata. I sintomi della patologia polmonare riscontrata nella città di Wuhan sarebbero simili a quelli influenzali, con febbre e possibili difficoltà respiratorie. Pertanto, soprattutto in caso di soggiorno nella regione dell’Hubei e qualora si sia entrati in contatto con animali in quella zona, in presenza di sintomi simil influenzali si raccomanda di contattare un medico”.

Sulla situazione sanitaria in Cina è intervenuta anche Federconsumatori: “Considerando le recenti evoluzioni della situazione, è comprensibile che gli utenti che abbiano programmato un soggiorno in Cina in queste settimane siano preoccupati e, in alcuni casi, stiano valutando l’eventualità di rinunciare al viaggio. Coloro i quali abbiano acquistato un pacchetto di viaggio non devono aspettarsi, in caso di rinuncia, il rimborso dell’importo versato: il diritto al rimborso scatta nel momento in cui viene comunicato lo sconsiglio da parte del Ministero degli Esteri ma al momento la Farnesina non ha emesso alcun provvedimento. Qualora si decida di non usufruire del viaggio, quindi, l’unica possibilità è chiedere al tour operator di riferimento un voucher utilizzabile in un altro periodo o verso un’altra meta”.

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Claudia Ceci
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