Via libera ai liquidi in valigia:
rivoluzione in aeroporto

Via libera ai liquidi in valigia: <br>rivoluzione in aeroporto
18 novembre 10:20 2019 Stampa questo articolo

Sempre più biometria e intelligenza artificiale negli aeroporti d’Italia, con l’arrivo del riconoscimento facciale e nuovi impianti per il controllo del bagaglio a mano a Roma Fiumicino, Milano Linate e Malpensa. Addio, quindi, a carte d’imbarco e documenti; e bentornati ai liquidi, ai computer, ai tablet e agli smartphone in valigia.

IL RITORNO DI LIQUIDI E PC. Partiamo dal principale scalo romano, quando tra febbraio e marzo dovrebbero arrivare sofisticati impianti di controllo dei bagagli a mano in grado di identificare piccolissimi quantitativi di esplosivo. Stiamo parlano – si legge su Il Messaggero – di 26 macchinari di Standard 3, ognuno dei quali è costato circa un milione di euro. Questa nuova struttura, permetterà di lasciare liquidi in valigia, anche superiori a 100ml, così come smartphone, pc e tablet durante i controlli.

Anche a Milano Linate, scalo appena riaperto dopo i tre mesi di restyling, si vogliono velocizzare entro l’estate le operazioni con nuovi servizi di controllo dei trolley da portare a bordo. Medesima volontà a Malpensa, al terminal 1, dove grazie a un investimento da 17 milioni di euro verranno installate linee automatizzate per le verifiche del bagaglio a mano che permetteranno di gestire un numero più elevato di passeggeri, fino a 250 all’ora. Inoltre, con le macchine Eds-Cb, Explosives detection systems for cabin baggage, al posto dei tradizionali raggi X i bagagli a mano saranno sottoposti a Tac come già accade per quelli da stiva.

Intanto, però, al terminal 2 di Milano Malpensa sono già attive le linee automatizzate senza il nuovo sistema Eds-Cb: tutto entrerà a regime entro la fine del 2020. Di fatto si tratta di un ritorno al passato, a prima di quell’11 settembre del 2001 che impose misure restrittive tuttora in vigore in tutto il mondo.

ADDIO CARTA D’IMBARCO. Da fine novembre a Roma Fiumicino partiranno le sperimentazioni per imbarcarsi mostrando solo il viso. Il tutto con il supporto della biometria, dell’intelligenza artificiale e di speciali chioschi automatici. Si arriva al terminal di partenza, si va alla macchina fai-da-te, si mette il passaporto sul lettore ottico e ci si fa inquadrare il viso da una telecamera che lo memorizza per salutare, definitivamente, documenti e carta d’imbarco.

Stessa cosa a Linate e Malpensa, con un investimento da 21 milioni di euro per sei chioschi per l’enrollment (l’iscrizione per associare i dati biometrici a passaporto o carta d’identità elettronici), 25 boarding gate elettronici, 10 gate pre-security e 7 face spot security.

 

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