Venezia guida la top five dei porti nell’Adriatic See Tourism Report

Venezia guida la top five dei porti nell’Adriatic See Tourism Report
29 maggio 07:00 2019 Stampa questo articolo

Cinque porti su venti nella top list degli scali del Mediterraneo sono sull’Adriatico, con Venezia a guidare la classifica. Si apre con questo dato la quarta edizione dell’Adriatic Sea Forum di Risposte Turismo, in programma il 30 e 31 maggio ad Ancona in partnership con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.

Sono i primissimi dati del report che, come di consueto, il presidente della società di ricerca Francesco di Cesare presenterà ai partecipanti all’evento. Al primo posto c’è appunto la Serenissima – dove continua a tenere banco la questione dello spostamento del terminal crociere – con 1,5 milioni di passeggeri movimentati e 502 toccate nave; dati in linea con quelli del 2018.

Segue a parecchia distanza il porto greco di Corfù, con 787,3mila passeggeri (+7%) e 416 toccate nave (+0,7%). Al terzo posto Dubrovnik, sulla costa meridionale della Croazia, con 745,8 mila passeggeri (+1,8%) e 475 toccate nave (+8,4%), il cui appeal è cresciuto ulteriormente negli ultimi mesi anche grazie all’effetto Game of Thrones.

In classifica c’è Kotor, in Montenegro, con 638,5mila passeggeri (+29,7%) e 519 toccate nave (+26,3%), che segna la maggior percentuale di crescita. Infine, tornando sulla sponda italiana, Bari, con 610mila passeggeri (+6,5%) e 233 toccate nave (+9,4%).

Numeri importanti che giustificano, anche quest’anno, un evento come l’Adriatic Sea Forum. «Il progetto è nato perché questo mare necessita più attenzione e promozione di quella che ha avuto finora – spiega Francesco di Cesare – I temi del maritime attorno a cui si sviluppa il forum sono: crociere, traghetti e nautica. Se primo e terzo sono a tutti gli effetti soluzioni di vacanza, anche i traghetti non sono più adibiti al solo trasporto; il settore va ripensato in chiave di esperienza di vacanza».

Tra i temi-chiave legati all’Adriatico c’è sempre il caso Venezia, dove persiste una situazione di stallo. «Tutti sembrano muoversi e poi resta tutto fermo», commenta Di Cesare. «A febbraio – ricorda – l’Autorità portuale ha avuto 90 giorni per sondare tre soluzioni per il passaggio delle grandi navi: Chioggia, Malamocco e San Nicolò. Per il Comune potrebbe essere Marghera la scelta migliore. Nel frattempo il ministero dei Trasporti ha pensato di dare una nuova spinta dichiarando che c’è unità di intenti per portare le navi da crociera fuori dalla laguna. Le compagnie di crociera, da parte loro, si dicono disponibili a trovare una soluzione, ma al contempo vogliono difendere il terminal di cui posseggono quote. A marzo, poi, il Mibac ha pensato di aggirare l’indecisione generale ponendo il vincolo culturale su Canal Grande, Bacino di San Marco e Canale della Giudecca, creando i presupposti per impedire il transito alle navi con stazza superiore alle 40mila tonnellate».

La decisione non ha effetti pratici, ma l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale e il Comune hanno presentato ricorso. Il risultato è che nessuna decisione è stata presa e persiste il malcontento generale «delle istituzioni, dei comitati, delle compagnie, degli operatori», continua il presidente di Risposte Turismo, che ritiene invece la questione della tassa di sbarco «solo un dettaglio, che le navi pagheranno ma che nasce dalla mancata conoscenza di quanto importante sia l’apporto delle crociere al sistema turistico».

Ma non sono i crocieristi a determinare l’overtourism, visto che «non superano il 5% delle presenze», tiene a sottolineare di Cesare. Percentuali ben più alte di crocieristi popolano invece Dubrovnik, altro porto dell’Adriatico dove il centro storico è sotto la lente per i rischi legati al sovraffollamento di turisti.

L'Autore

Claudia Ceci
Claudia Ceci

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