Usa, l’effetto Trump non ferma gli italiani

Usa, l’effetto Trump non ferma gli italiani
27 Febbraio 07:00 2018 Stampa questo articolo

Le gesta di Donald Trump alla Casa Bianca hanno danneggiato il turismo negli Usa? Sembrerebbe di sì. Ma va detto che, più in generale, i flussi internazionali negli Stati Uniti sono calati nell’ultimo biennio del 6%, dopo il record del 2015 con 77 milioni e mezzo di visitatori. E questo principalmente per la ritrovata forza del dollaro. Secondo ForwardKeys, società di consulenza sul travel che annovera diverse multinazionali tra i propri clienti, un chiaro calo negli arrivi negli Usa si è registrato dopo la firma del travel ban, che ha sospeso per 90 giorni l’ingresso a cittadini di sei Paesi.

«Da allora le prenotazioni sono diminuite dell’1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato – è stato calcolato – in controtendenza con gli arrivi internazionali nel resto del mondo, in crescita del 4,6%». Anche i viaggiatori europei (il 39,4% degli arrivi stranieri nel Paese) sono in calo del 2,3% nel periodo che va dal 1° gennaio al 30 settembre 2017, ma diminuiscono del 3,8% pure quelli dall’Asia-Pacifico (23%). Più netta, causa muslim ban ed electronics ban, la flessione del Medio Oriente a circa -9%. Eppure, nelle agenzie di viaggi italiane, merito anche delle nuove (ed economiche) rotte aeree, il sogno americano non sembra essere affatto tramontato. Gli Stati Uniti, accanto all’oramai richiestissimo Giappone, restano in pole position soprattutto per le lune di miele, possibilmente abbinati a un’estensione mare. Se la settimana a New York è un evergreen in ogni stagione, a fare la parte del leone sono i parchi dell’Ovest, in coppia o con i tour organizzati.

Gli Stati Uniti sono sempre una destinazione che tira per i viaggi di nozze. Come conferma Mariolina Curci, Cumira Viaggi (Barletta), che aggiunge: «È anche una meta perfetta per tour organizzati, da parte di coppie, adulti, giovani. Al momento sono tra le mete più richieste per l’estate, con in testa New York, Miami, Los Angeles e San Francisco, anche in abbinamento ai tour dell’Ovest o della East Coast, con netta preferenza per gli itinerari organizzati. Nell’immaginario collettivo i parchi nazionali rappresentano il viaggio in America per eccellenza, ai quali dedicare almeno quattro notti in abbinamento a San Francisco o a un soggiorno mare. «Le famiglie, invece, – aggiunge Curci – prediligono New York con una puntata alle cascate del Niagara, o Miami da cui proseguire per il mar dei Caraibi, con formula soggiorno o crociera».

La classica settimana a New York è molto richiesta anche dai clienti di Morena Grippo, Vista Mare Viaggi di Gavirate (Va) che invece non prenotano Miami, a meno che non sia in abbinamento con i Caraibi: «In questo inizio d’anno abbiamo meno richieste rispetto al 2017 e per altri prodotti più gettonati, come ad esempio le crociere. Qualcuno ha pensato di passare la luna di miele nei parchi dell’Ovest, che in genere si vendono insieme alla California con itinerari interessanti anche per le famiglie».

Stati Uniti sinonimo di viaggi di nozze anche per Vito Mazzarella dell’Agintour di Monopoli (Ba): «Tra gennaio e febbraio abbiamo già sette lune di miele confermate. Merito anche della promozione di Viaggidea riservata alle agenzie Welcome Travel, di cui facciamo parte, che comprendeva i viaggi negli Usa e ha rappresentato un bell’incentivo sia per lo sconto al cliente sia per l’aumento di commissione per noi agenti. Vanno bene soprattutto i tour dell’Ovest con estensione mare ai Caraibi o in Polinesia, ma anche gli itinerari di 15 giorni tra i parchi e le metropoli della costa orientale. La scelta finale è dettata dal passaparola o dalle suggestioni di cinema e tv. Molto richiesta la classica settimana a New York, spezzata da qualche escursione a Washington o alle cascate del Niagara. Miami si vende meglio in inverno, non tanto come prima scelta, ma abbinata a crociere o al Messico».

La destinazione, meglio se visitata con tutti i comfort, piace anche per i ponti primaverili.  «Stiamo registrando una ripresa netta delle prenotazioni per la primavera e l’estate. In particolare, per i periodi del 25 aprile e del 1° maggio – riferisce Francesca Galeano, Last Second Travel di Milano – La tendenza è di completare il soggiorno nelle grandi città, specie New York, con delle esperienze, come la visita alla Statua della Libertà con biglietto salta fila, il giro in elicottero o il tour in battello con cena. Per i viaggi di nozze vendiamo molto bene la formula fly and drive, con tour dei parchi da San Francisco o Los Angeles e soggiorno mare alle Hawaii».

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Maria Grazia Casella
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