Un terzo dei viaggi in mano alle Olta

Un terzo dei viaggi in mano alle Olta
11 aprile 14:30 2017 Stampa questo articolo

Tredici milioni di notti e 2,3 miliardi di euro di giro d’affari: è la dote operativa delle agenzie online nel mercato dei viaggi in Italia. Lo studio è stato presentato da Oxford Economics, che ha fotografato l’impatto delle Olta sul nostro Paese.

Le piattaforme che vendono viaggi sul web detengono un terzo del business del nostro incoming, con il 35% delle transazioni totali e il 28% di notti vendute. Booking.com si conferma la regina, con il 14% della quota di mercato. Al di là dell’assist promozionale offerto proprio a Booking.com dallo studio illustrato a Roma da David Goodger, responsabile turismo del prestigioso organismo di ricerca, c’è anche un dato effettivo a beneficio del consumer-viaggiatore: una riduzione di almeno il 10% delle spese di soggiorno giornaliere (Average Daily Rate – ADR), frutto della concorrenza generata negli ultimi anni dalle vendite online.

Ma c’è di più: la continua evoluzione tecnologica delle Olta consentirà a breve di aggiungere altre componenti per l’experience del viaggiatore. E dunque, oltre alle sistemazioni alberghiere, anche escursioni e altri servizi combinabili per allestire veri e propri pacchetti turistici. In questa ottica Andrea D’Amico, regional director di Booking.com, ha confermato che «l’Italia, al secondo posto nel rating europeo per volume di notti vendute online, è un marketplace di prima importanza sul quale stiamo investendo per offrire nuove opzioni turistiche».

Gli ha fatto eco la segretaria generale di Altroconsumo, Luisa Crisigiovanni, che ha dichiarato: «Sebbene su 600mila segnalazioni che arrivano alla nostra organizzazione, solo il 2% riguarda viaggi e turismo, manteniamo alta l’attenzione sul fattore critico del surcharge, ovvero le commissioni che ancora alcuni operatori online fanno pagare al cliente se utilizza carta di credito o di debito, e che possono arrivare fino a 15-20 euro. Si tratta di una modalità illegale su cui bisogna assicurare trasparenza».

Al termine della presentazione, dopo alcune riflessioni del deputato del Movimento 5 Stelle, Mattia Fantinati, che ha auspicato l’utilizzo proficuo dei big data e una promozione condivisa da tutti gli attori della filiera, è intervenuto Francesco Palumbo, direttore generale turismo del Mibact, che ha fornito un aggiornamento sui tavoli di lavoro che si stanno organizzando dopo il varo del Piano Strategico del Turismo, il primo vero progetto condiviso da governo, Regioni e imprese. Da qui ai prossimi sei anni, ha ricordato ancora una volta, si procederà con 52 linee di intervento che toccano le priorità del settore, dalla digitalizzazione alla promozione condivisa.

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Andrea Lovelock
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