Un fenomeno chiamato Phu Quoc:
destinazione dell’anno 2018

Un fenomeno chiamato Phu Quoc: <br>destinazione dell’anno 2018
03 gennaio 09:42 2018 Stampa questo articolo

JW Marriott Phu Quoc Emerald Bay. L’ultima edizione dei World Travel Awards, gli Oscar dell’industria del turismo mondiale, si è tenuta a inizio dicembre proprio qui, in questo resort da mille e un notte nell’isola di Phu Quoc, provincia meridionale di Kien Giang, Vietnam, in quella che già da quest’anno promette di diventare una delle destinazioni da non perdere per il turismo mondiale, tanto da spingere alcuni guru del destination management a paragonarla a una meta come le British Virgin Islands.

Le spiagge di sabbia dell’isola sono costellate da resort, alberghi e ristoranti di alcune dei più grandi gruppi a livello globale, ma a guardare i progetti ancora sulla carta c’è poco da scherzare: da qui al 2030, l’isola cambierà volto, con un master plan che prevede la realizzazione di tre distinte aree urbane, 15 riserve dedicate all’eco-turismo, due complessi turistici e cinque campi da golf.

Totale degli investimenti previsti: quasi 17 miliardi di dollari, che dovrebbero portare la quota di turisti internazionali al 35-40% del totale (erano il 15% nel 2014), su un totale che ha visto nei primi nove mesi del 2017 arrivare sull’isola più di 2,26 milioni di persone (+8,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Entro il 2020, poi, il governo vietnamita ha deciso di aprire una zona economica speciale, con agevolazioni fiscali per gli stranieri che vorranno investire da queste parti, e persino risiedervi.

In cima ai flussi turistici a cui si punta – i cinesi ci sono già e non hanno bisogno di particolari incentivi – ci sono ovviamente europei (con Russia e Turchia in primo piano), meno gli americani. E gli italiani? Il gruppo Alpitour ha giocato d’anticipo, e dal 19 dicembre ha inaugurato un collegamenti Neos da Milano Malpensa (via Phuket), per il momento effettuati con un Boeing 767/300ER, mentre dal prossimo ottobre arriverà sulla rotta il B787. Obiettivo: offrire al mercato tricolore circuiti tra Vietnam e Cambogia, abbinati con l’AlpiClub Vinpearl Phu Quoc Resort, e con tre strutture Francorosso, sempre a Phu Quoc.

Vola sull’isola anche Bangkok Airways: con i suoi Atr72-600 configurati con 70 posti lancia verso la destinazione quattro voli settimanali, tutti in partenza da Bangkok. Vola con questa compagnia, in combinato con Thai Airways, il t.o. Mappamondo che da questa stagione ha inserito Phu Quoc in programmazione.

E a proposito di itinerari all’interno del Vietnam, da pochi giorni è presente nel Bsp Italia anche Vietnam Airlines, compagnia di bandiera vietnamita rappresentata da Mst gsa. Il vettore collega Hanoi e Ho Chi Minh City con voli da Parigi, Francoforte e Londra, oltre a servire più di venti destinazioni domestiche.

L'Autore

Giorgio Maggi
Giorgio Maggi

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