Un 2020 senza ponti:
le strategie dei t.o.

by Andrea Lovelock | 15 ottobre 2019 8:32

Dopo il Ferraprile di qualche mese fa, arriva il maxi ponte delle festività di fine anno e, volendo, dell’Epifania. Se, calendario alla mano, le prossime feste di Natale regalano a operatori e agenzie la possibilità di chiudere in bellezza il 2019 (prendendo qualche giorno di ferie a cavallo del 24 dicembre, ci sono a disposizione una settimana di vacanza fino e Capodanno, oppure con soli due giorni di ferie tra Capodanno e la Befana i giorni a disposizione diventano 16), nel resto del 2020 le cose non andranno così bene.

Pochi ponti a disposizione (di fatto, solo il 2 giugno) e quindi largo spazio alla fantasia dei t.o. per riempire i periodi di “spalla” e quelli con minore richiesta. «Una buona leva è l’utilizzo di strumenti come il nostro catalogo senza scadenze per cercare di stimolare il cliente e cercare di intercettarne le esigenze o per portarlo a indirizzare la sua attenzione sul prodotto», spiega Chantal Bernini, marketing manager di Settemari, che sottolinea come la parola d’ordine in questi casi sia flessibilità.

Oltre naturalmente, alle immancabili offerte speciali. «È importante cercare di interagire con nuovi target per uscire dalla schematicità della vacanza estiva e vacanza invernale, come abbiamo fatto noi con la creazione della linea di prodotto Settemari Balance Club, nata per soddisfare una clientela che tiene molto allo star bene in chiave olistica. E che se trova un prodotto adatto alle sue esigenze si muove liberamente dalla stagionalità».

Conoscere il cliente, le sue abitudini e le sue tempistiche è invece essenziale per Sara Prontera, marketing manager di Nicolaus: «La proattività è fondamentale, per noi è stato fondamentale e il nuovo Crm ci ha permesso di identificare molti margini di miglioramento, individuando una tendenza sempre più chiara alla prenotazione fuori dalla peak season. A ciò si aggiunge una programmazione sempre più destagionalizzata, che valorizzi destinazioni disponibili con stagionalità differenti e più lunghe, e la scelta di lavorare con i gruppi di qualsiasi dimensione».

Tutta diversa, infine, la ricetta di Club Med, da sempre chiamato a confrontarsi con la tradizionale tendenza del mercato italiano a prenotare sottodata. «I clienti Club Med cercano sempre più di seguire un trend internazionale, che prevede 6-8 viaggi l’anno anche brevi come dei weekend. Dal canto loro, le agenzie possono giovare di un’offerta tailor made che unisce il premium all inclusive a destinazioni sempre aperte, come Cefalù, Opio in Provenza, Marrakech, oltre al lungo raggio. Per rendere più appetibili questi periodi abbiamo creato durante tutto l’anno le Amazing Weeks, esperienze tematiche in Resort che toccano temi differenti come sport, wellness o fotografia con esperti e campioni a diretto a contatto con il cliente», conclude Eyal Amzallag, vice president sales e marketing e managing director per il Sud Europa dell’operatore transalpino.

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