Ultima frontiera Sri Lanka, terra di spezie e siti Unesco

11 ottobre 07:00 2019 Stampa questo articolo

Il passato coloniale inglese che incontra la modernità asiatica. L’aria condizionata in lotta perenne contro il caldo tropicale. Il ritmo lento, tipico di queste latidutini, in contrapposizione alla velocità degli smarthone. C’è tutto e il contrario di tutto in Sri Lanka, terra dove gli ossimori raggiungono l’equilibrio perfetto. Una sorta di centro di gravità permanente. Un luogo che, forse anche per questo, sprigiona energia appena atterri all’aeroporto di Colombo.

E non importa quanto lungo sia stato il viaggio (nel nostro caso scalo a Doha con volo Qatar Airways), hai fretta di scoprirlo questo Paese di contraddizioni e proiezioni spazio-temporali, di cordialità e sorrisi immensi, di orgoglio e spezie. La prima tappa è Dambulla, 148 km a nord-est della capitale, scrigno al centro dell’isola che preserva uno dei suoi gioielli più preziosi: il Tempio d’Oro, detto anche Tempio delle Grotte, un sito archeologico inserito dal 1991 nella lista dei beni patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Con le sue torri alte 160 metri che sovrastano le pianure, il complesso si struttura in un reticolo di un’ottantina di grotte. Le cinque principali preservano le più importanti statue e pitture raffiguranti soprattutto Buddha in tutte le sue posizioni.

Impossibile non meravigliarsi di fronte a tanta spiritualità e bellezza. A malincuore si lascia un luogo così suggestivo e vibrante, ma le sorprese non finiranno qui. Una volta in hotel, il richiamo della piscina è immediato. Circondati dal verde della foresta, immersi nelle acque calde delle vasche, è il tramonto a farci l’ultimo regalo della giornata. Maestose volpi volanti indiane, chiamate comunemente pipistrelli giganti, sorvolano il resort per tornare ai loro nidi nella giungla. L’indomani, rigenerati da un’abbondante colazione in compagnia di scimmiette dispettose, si riprende il tour alla volta del secondo fondamentale sito Unesco del Paese: la leggendaria Fortezza di Sigiriya, principale attrazione dello Sri Lanka, detta anche Lion’s Rock per le zampe di leone scolpite nella roccia che proteggono la scalinata per la fortezza.

Edificato sotto il regno di re Kasyapa (477-495 d.C.), il complesso custodisce un antico palazzo ed è circondato da un vero e proprio giardino acquatico con piscine e vasche di marmo. Una volta attraversata quest’area, si parte alla conquista “fisica” di Sigiriya, la cui scenografica sommità – con i suoi panorami a perdita d’occhio – si raggiunge salendo oltre 1.200 scalini, a volte molto ripidi, che prima di raggiungere la cima conducono alle pareti con gli affreschi di fanciulle, le concubine del Re, e al cosiddetto “muro dello specchio” con gli antichi graffiti, così liscio da riflettere le immagini.

Lasciandosi alle spalle la fortezza, avviene l’incontro con lo Sri Lanka più autentico. Un’escursione in campagna consente di assaporare la vita cingalese rurale. Qui, ancora oggi, la quotidianità è costituita da carri trainati da buoi, piccole imbarcazioni che si muovono lungo i bacini d’acqua, antiche ricette e caratteristici tuktuk. Archiviata anche questa emozione, si passa alla visita del terzo sito Unesco: il complesso monumentale medievale di Polonnaruwa, capitale del Paese nell’XI secolo sotto la dinastia dei Chola e oggi uno dei siti archeologici meglio conservati di tutto lo Sri Lanka.

Dopo aver ricaricato le batterie a Passikudah, una delle più belle e importanti località balneari, sulla costa est dell’isola, si parte alla volta di Kandy, centro nevralgico del Paese dal punto di vista religioso. Qui infatti, all’interno del più importante tempio buddista del mondo, è custodita la reliquia del dente di Buddha. Dopo aver visitato la mistica e caotica Kandy, si prosegue verso gli altipiani dove intere colline di foresta hanno lasciato posto alle piantagioni e alle fabbriche di té. Quest’area con il susseguirsi di montagne alte fino a 2.000 metri ha permesso allo Sri Lanka, sin dalla dominazione inglese, di essere tra i più importanti produttori al mondo di questa bevanda.

Tappa successiva lo Yala National Park, uno dei parchi più grandi e suggestivi dell’intera Asia, dove elefanti, cervi, varani, coccodrilli, aquile, cinghiali e leopardi si aggirano indisturbati in un’area di quasi 1.200 kmq. Quando ormai la partenza è prossima, l’isola svela l’ultima cartolina: la caratteristica città di Galle. Situata sulla punta sud-ovest dello Sri Lanka, è caratterizzata da una fortezza di epoca coloniale, all’interno della quale si trova il nucleo principale della città con antiche residenze inglesi e piccole moschee. Se tutto questo non bastasse, il Paese riserva ancora molte carte vincenti. Qualche esempio? Nella Little Adam’s Peak Zone aree attrezzate per trekking e sport outdoor; sulla costa sud dell’isola moltissime baie per gli appassionati di surf e snorkeling; nell’area di Mirissa, la possibilità di avvistare balene e delfini; e all’interno dell’isola i centri per il recupero delle tartarughe e degli elefanti. Un’isola per tutti, tutto l’anno.

TOUR OPERATOR. «Niente paura il paese è sicuro» Sri Lanka paese sicuro.
Sri Lanka in ripresa dopo gli attentati di aprile. Parola dei t.o. Albatravel, King Holidays e Volonline. «Conosciamo bene la destinazione e la proponiamo soprattutto con le promozioni delle compagnie aeree», spiegano Simona Mari e Giovanni Garofalo di Albatravel. E mentre Sonia Gelini di King Holidays incorona Ceylon Roots come partner ideale, da Volonline (Ilaria Di Maria, Valerio Testa e Giulia Parma) confermano l’appeal del Paese: «Meta completa da proporre anche in combinato alle Maldive».

IN TAVOLA. Un sorso di arrack per Hemingway
Se Hemingway l’avesse assaggiato, di certo l’arrack sarebbe una delle bevande più diffuse al mondo. Ottenuta dalla linfa fermentata del fiore di cocco, è l’acquavite cingalese. Grazie alle sue caratteristiche si equilibra bene con liquori come sherry e vermut, rum, brandy e tequila ed esalta sapori più sottili come il tè verde o il Calvados. Anche in Italia questa bevanda si sta facendo strada tanto da attrarre l’attenzione dei più famosi bartender, sempre alla ricerca di nuovi sapori da proporre ai clienti più smaliziati e desiderosi di sperimentare combinazioni originali.

DMC. Ceylon Roots ti prende per mano
Una meta adulta, capace di offrire cultura, natura, sport e ospitalità per qualsiasi tipologia di viaggiatore. È lo Sri Lanka – detto anche “perla dell’Oceano Indiano” e “lacrima dell’India” per la sua forma e posizione a sud-est della penisola indiana – proposto da Ceylon Roots, dmc specializzata sulla destinazione e sulle Maldive, organizzatrice del fam trip a cui hanno preso parte, tra l’altro, i rappresentanti di Volonline, Albatravel e King Holidays. Tra un piatto tipico cingalese e un cocktail a base di arrack, il ceo Dishan Perera e Gianluca Basso, direttore sales & marketing Italia, hanno presentato lo Sri Lanka, riassumendo quello che i sette giorni di tour hanno già palesemente messo in luce: la destinazione è pronta per diventare protagonista del golfo del Bengala.

Se da un lato c’è un’offerta di strutture ricettive per tutte le esigenze e budget, compreso l’extra lusso e la possibilità di una totale personalizzazione, dall’altro la proposta culturale ed escursionistica è molto variegata, così come la gastronomia. È davvero facile visitare un tempio di Buddha la mattina, ritrovarsi il pomeriggio in compagnia degli elefanti e finire la sera a tavola mangiando delizioso cibo speziato, raccontandosi le emozioni vissute durante la giornata. Come ha sottolineato Dishan Perera, «lo Sri Lanka più che perla o lacrima, ha la forma di una mano, accogliente, che accompagna il turista in un viaggio tra colori, sapori ed emozioni difficili da trovare tutti insieme in altre destinazioni. Per questo Ceylon Roots sta sviluppando sempre più sinergie con gli operatori locali, hotel, club, ristoranti e società che organizzano escursioni per offrire una gamma di servizi e prodotti qualitativamente e quantitativamente sempre più ampia».

L'Autore

Carlo Di Tullio
Carlo Di Tullio

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