Turismo in stato di crisi:
le richieste al governo

Turismo in stato di crisi: <br>le richieste al governo
25 Febbraio 07:54 2020 Stampa questo articolo

“Dopo la riunione al Mibact, di alcuni giorni fa, sul tema degli impatti dell’emergenza coronavirus sulle imprese del settore, si attendevano risposte chiare, tempestive e concrete, che però non sono arrivate”. Parte così la nota congiunta di Aidit, Assoviaggi, Astoi e Fto per chiedere con forza che il turismo sia tutelato e supportato in questo momento di profonda crisi: “È necessario che le istituzioni mettano prontamente in campo misure di sostegno straordinarie per le imprese turistiche, che contribuiscono al Pil per il 13% e, per il 14,7% all’occupazione nazionale”, proseguono.

Il turismo, spiega la nota, non è solo incoming ma è anche outgoing, business travel, gite scolastiche, eventi, congressi. “Nelle ultime settimane il comparto del turismo organizzato (agenzie di viaggi e tour operator) ha assistito non solo a un azzeramento della domanda verso la Cina e verso le altre mete asiatiche, ma anche a un blocco della domanda di viaggi in generale per tutte le destinazioni del mondo, oltre che a un raddoppio delle richieste di cancellazione. Inoltre, alcuni Paesi esteri stanno adottando misure restrittive nei confronti dell’ingresso di viaggiatori italiani, fattore che determina un ulteriore aggravio del danno, che è già molto ingente”.

A seguire, le associazioni spiegano come la sospensione dei viaggi di istruzione in Italia e all’estero, per cittadini residenti su tutto il territorio nazionale disposta dal Miur, rischia poi di ricadere interamente su aziende che hanno anticipato il pagamento dei servizi ai fornitori. “Anche sui viaggi d’affari – si puntualizza – si è riscontrata una brusca frenata dei volumi a seguito di policy più restrittive, di misure di prevenzione introdotte dalle aziende e per effetto della cancellazione di eventi e fiere”.

Aidit, Assoviaggi, Astoi e Fto chiedono pertanto risposte concrete alle urgenti necessità della filiera del turismo organizzato e chiedono che il governo, alla pari di quanto accaduto in analoghe situazioni di forza maggiore, dichiari lo stato di crisi del comparto, adottando misure straordinarie che consentano la sopravvivenza delle imprese interessate e il permanere degli attuali livelli occupazionali.

“Le misure straordinarie di sostegno alle imprese del settore sull’intero territorio nazionale richieste sono le seguenti: differimento del pagamento dei contributi previdenziali e delle imposte dirette e indirette per un periodo coincidente con il perdurare della crisi e, comunque, non inferiore a dodici mesi come già avvenuto per gli eventi sismici; riduzione dell’aliquota Irpef; accesso agevolato al credito e sospensione del pagamento delle rate dei mutui; accesso agevolato per le imprese agli ammortizzatori sociali esistenti (Cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, solidarietà, etc) e a fondi di sostegno al reddito (es. Fis – fondo di integrazione salariale, Fondi Bilaterali), estendendo tali misure anche alle Pmi; istituzione di aiuti speciali per gli organizzatori di viaggi (tour operator e agenzie di viaggi) che consentano di coprire le perdite derivanti dall’acquisto di servizi relativi a viaggi cancellati, di superare le difficoltà nei flussi di cassa e di mantenere l’operatività aziendale in una situazione di forte contrazione dei volumi.

E ancora, in caso del protrarsi dell’attuale situazione, “è necessario che l’Unione europea istituisca appositi fondi a sostegno delle imprese italiane; intervento del ministero degli Affari Esteri sui Paesi che stanno adottando misure di restrizione all’ingresso nei confronti dei cittadini italiani, al fine di ottenere indicazioni chiare e precise sull’adozione delle eventuali misure restrittive; rivalutazione da parte del Miur dell’estensione a tutto il territorio nazionale di quanto previsto dal decreto 23 febbraio 2020 per i viaggi di istruzione in Italia e all’estero: eliminazione del provvedimento restrittivo a livello nazionale e limitazione dell’applicazione dello stesso alle sole zone incluse nel decreto e alle sole Regioni che abbiano adottato provvedimenti in tal senso, ricomprendendo l’introduzione di meccanismi di riprogrammazione dei viaggi di istruzione, al termine del periodo di sospensione”.

Infine Aidit, Assoviaggi, Astoi e Fto sottolineano che la crisi è aggravata anche dai pesanti riflessi negativi “dovuti all’improvvisa messa in liquidazione di Air Italy e dall’incertezza derivante dalla precaria situazione di Alitalia. Si ritiene che solo l’adozione delle misure di cui sopra possa evitare il precipitare della situazione e mettere al riparo migliaia di imprese e di lavoratori del comparto”.

LE ALTRE ASSOCIAZIONI. Il consiglio generale di Federterme si è riunito con urgenza a Roma per un esame della situazione e per definire le priorità, dopo le ultime notizie sulla diffusione del coronavirus che ha portato ad un numero consistente di disdette delle prenotazioni nel settore turistico e termale.

«Non possiamo ancora stimare i danni che ne deriveranno e l’impatto economico che dovremo affrontare in un settore già duramente colpito dalla crisi. L’Italia in questo momento è isolata, benché il virus sia circoscritto solo in alcune zone del Nord Italia. La stagione primaverile è, però, irrimediabilmente compromessa e il Governo dovrà per forza tener conto di questa situazione e valutare opportune azioni di sostegno alle imprese danneggiate», così in una nota Massimo Caputi, presidente di Federterme.

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