Turismo in crisi, pressing sul governo da Napoli

Turismo in crisi, pressing sul governo da Napoli
18 Marzo 09:56 2022 Stampa questo articolo

Mentre il Paese esce dall’emergenza, il turismo organizzato continua a soffrire. Con la guerra russo-ucraina ad aggravare una situazione già precaria e l’inflazione che frena le prenotazioni, il settore rischia di perdere altri 6 miliardi quest’anno, a fronte di aiuti governativi pari a soli 39,3 milioni di euro per agenzie di viaggio e tour operator.

In questo scenario estremamente critico, dalla Bmt di Napoli, si leva il grido congiunto di Astoi, Aidit, Assoviaggi, Fiavet e Maavi, che ne approfittano per tracciare un bilancio dell’attività svolta finora e chiedere ancora una volta sostegni al governo. 

Si stima che le perdite di fatturato per la filiera tra il 2020 e il 2022 arriveranno a quota 27,1 miliardi, con il governo che non ha stanziato sostegni per il 2021, anno ancor più duro del precedente. L’andamento delle prenotazioni relativo al primo trimestre 2022 rispetto al 2019 (dati Astoi Confindustria Viaggi) evidenzia ancora una volta un calo importante, del 53%, a cui si aggiunge un tasso di inflazione Istat che a febbraio ha raggiunto quota 5,7% e che si rischia arrivi all’8% per fine anno. Il costo del fuel è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e questo non può non ripercuotersi sui prezzi dei pacchetti turistici e, conseguentemente, sulla domanda. 

Tutte queste variabili, purtroppo molto negative, avranno un impatto sull’occupazione che potrebbe arrivare a una riduzione degli organici nel settore del 34%. Per quanto riguarda le imprese, poi, se già ad oggi, rispetto al 2019, circa il 20% delle agenzie di viaggi ha chiuso i battenti, si teme che a fine 2022 la percentuale arrivi alla triste quota del 35%.

Cosa si può fare per scongiurare queste previsioni? Le associazioni sottopongono al governo una serie di richieste: la delibera di uno scostamento di bilancio per garantire sostegni adeguati; l’azzeramento ad aprile del conteggio settimane per i periodi di integrazione salariale; l’esonero dai contributi previdenziali per le imprese turistiche almeno fino ad agosto 2022; la  detraibilità delle spese per vacanze e la proroga della moratoria sui finanziamenti.

Non resta che aspettare la risposta del governo, che già in passato è venuto incontro a questa unione di associazioni di categoria, che grazie alla collaborazione sono riuscite a ottenere: la tripla proroga dei voucher a 30 mesi, un Fondo pari a 625 milioni per i danni subiti nel 2020, il tax credit sugli affitti, la cassa Covid e le semplificazioni per l’accesso retroattivo agli ammortizzatori ordinari del primo trimestre 2022; l’istituzione dei corridoi turistici e, alla fine, l’eliminazione del divieto sui viaggi extra Ue.

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Paola Camera
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