Turismo fanalino di coda nel programma M5S-Pd

Turismo fanalino di coda nel programma M5S-Pd
03 Settembre 12:12 2019 Stampa questo articolo

Alla vigilia della formazione del governo giallorosso, e per l’esattezza nel giorno del voto sulla piattaforma Rousseau, il Movimento Cinque Stelle pubblica la sua bozza di programma per il Conte bis. Un documento in 26 punti, che il premier “sta integrando e definendo”, dove fanalino di coda è il turismo.

Di fatto, al punto 24, tre righe quantomeno fumose sono dedicate alla nostra industria. “Occorre promuovere i multiformi percorsi del turismo, valorizzando la ricchezza del nostro patrimonio naturale, storico, artistico, anche attraverso il recupero delle più antiche identità culturali e delle tradizioni locali”, scrive il partito guidato da Luigi Di Maio, valicando il labile confine tra l’ovvio e il banale.

E se al punto 25 si esprime la rivoluzionaria intenzione di “rafforzare l’export, individuando gli strumenti più idonei per promuovere e accompagnare il made in Italy”, l’ultimo articolo del documento è dedicato alla Capitale amministrata dagli stessi Cinque Stelle con Virginia Raggi: “Il governo – conclude il documento – dovrà collaborare per rendere Roma sempre più attraente per i visitatori e sempre più vivibile e sostenibile per i residenti”.

Il nuovo esecutivo che nascerà dall’intesa tra Pd e Cinque Stelle non sembra, almeno sulla carta, favorire il turismo, traslocato nell’ultimo anno dal ministero dei Beni culturali all’Agricoltura e per cui, almeno per ora, si presagisce l’ennesimo trasferimento con i passaggi di competenza dal Mipaaf(t) alla vicepresidenza del Consiglio.

Che la materia dovesse fare capo a Palazzo Chigi era già previsto dalla legge delega voluta dal ministro uscente Gian Marco Centinaio. Un provvedimento che consentirebbe al governo di adottare decreti in materia: dal riordino delle professioni turistiche a una serie di azioni a favore di settori come il turismo rurale, sanitario, sostenibile e via dicendo.

Il disegno di legge, già approvato dalla Camera, è tuttora all’esame del Senato.

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Roberta Rianna
Roberta Rianna

Direttore responsabile

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