TUIfly come airberlin, modello tedesco in crisi

by Redazione | 1 Settembre 2017 11:23

Dopo airberlin, sarà la volta di TUIfly? Secondo quanto riporta il portale tedesco fvw.de le ultime vicissutidini del vettore partecipato da Etihad avrebbero reso ancora più incerto anche il futuro della linea aerea del gruppo Tui. Soprattutto dopo che due mesi fa è tramontata definitivamente l’ipotesi di una fusione tra TUIfly e Niki, la sussidiaria leisure di airberlin, per rafforzare il posizionamento nel panorama europeo dei voli charter.

Con l’insolvenza di airberlin però, il quadro è cambiato di nuovo. A questo proposito, il primo aspetto da risolvere per TUIfly sarebbe adesso quello dei 14 aeromobili B737 dati in wet lease (con un contratto che scade nel 2019) proprio al vettore in crisi, e che attualmente operano sotto il logo di Niki con circa 700 membri di equipaggio.

Il problema è che non solo la compagnia che fa capo a Tui ha perso lo scorso anno qualcosa come 40 milioni di euro, ma anche che è l’intero settore dell’aviazione leisure tedesca ad essere da tempo sotto pressione. I motivi? Un mix – secondo quanto riporta fvw.de – di sovracapacità, competizione sui prezzi e arrivo dei collegamenti low cost sulle tradizionali mete vacanziere.

In attesa di capire quale sarà l’evoluzione di airberlin, i due managing director di Tui, Roland Keppler e Jürgen Büntgen, hanno scritto ai dipendenti della loro compagnia , avvertendoli della necessità di ridurre i costi «Abbiamo bisogno di una struttura dei costi che permetta di effettuare investimenti per assicurare lo sviluppo della compagnia – scrive fvw.de – ma per tramutare questa difficile situazione in un’opportunità abbiamo solo poco tempo. Siamo però confidenti che lavorando insieme possiamo raggiungere questo nuovo traguardo».

Tra le altre strade percorribili, i due manager indicano anche l’aumento delle vendite seat-only, più posti venduti agli altri t.o., e una maggiore cooperazione con vettori e operatori tedeschi.

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