TrekkSoft: le dmo devono puntare su esperienze e digitale

TrekkSoft: le dmo devono puntare su esperienze e digitale
07 aprile 16:42 2017 Stampa questo articolo

TrekkSoft, l’online booking solution gestisce, distribuisce, collega e vende attività ed esperienze, ha presentato in Bit una nuova ricerca sul turismo digitale dal titolo “Le esperienze, la nuova pietra miliare per il Destination Marketing”. Fondato da un appassionato di trekking, Jon Fauver, il software multilingue e multi valuta consente di semplificare le operazioni quotidiane e di espandere il proprio business in un contesto globale sempre più connesso. È realizzato per tour operator, activity provider, enti del turismo e destination management company per gestire e commercializzare tutte le prenotazioni online e offline in un’unica piattaforma. Nel 2016 ha processato più di 700mila prenotazioni per un valore totale di 42,5 milioni di dollari. Oggi ha clienti in 134 nazioni e un fatturato annuale tra i 3 e i 5 milioni di dollari.

Secondo quanto riportato dallo studio, il 56% delle organizzazioni di marketing di destinazione (Destination Management Organization, dmo) concentra il proprio budget su attività legate al digitale, e la maggioranza di esse prevede di aumentarlo nel corso del 2017. Tra le 61 organizzazioni che hanno partecipato alla ricerca, il Nord America supera l’Europa del 7% in termini di spesa nel digitale attuale. Tuttavia, nonostante il crescente passaggio al mondo online, il 73% delle organizzazioni afferma che è richiesto “un impegno considerevole” per mantenere la propria organizzazione rilevante dal punto di vista digitale. Nel 2016, l’insufficienza di tempo è stata la difficoltà incontrata dalle dmo nel contesto delle strategie digitali, seguita dalla continua sfida a rimanere rilevanti per il consumatore al momento della pianificazione del viaggio, e le organizzazioni prevedono che la mancanza di tempo sarà nuovamente una sfida nel corso di quest’anno anche se con un peso minore rispetto al 2016.

Stando alla ricerca di TrekkSoft, c’è è una parola ricorrente quando si analizzano le modalità in cui le dmo possono suscitare interesse nei visitatori: le esperienze. Infatti, il 56% delle organizzazioni considerano le esperienze la “parte vitale” del loro marketing di destinazione; il 37% afferma che sono “abbastanza importanti” e un “proposta unica di vendita” per la regione. Nessuna organizzazione considera le esperienze “non troppo importanti”. Il 65% delle organizzazioni della ricerca afferma di avere attivato un sito web in grado di ricevere prenotazioni automaticamente processate online. Strutture ricettive e attività sono gli elementi che hanno maggior probabilità di essere prenotate online. I consumatori cercano esperienze, non più “cose” quando viaggiano.

Attualmente soltanto il 15% delle dmo offre prenotazioni in tempo reale delle attività: tra i casi di studio nel report di TrekkSoft, viene citato il modello della dmo Fjord Norway, esempio di best practice nell’educazione e nella promozione dei fornitori e della loro collaborare a livello locale, regionale e nazionale. Per il 49% delle organizzazioni, la fase della pianificazione del viaggio è il momento fondamentale per raggiungere i clienti potenziali. Tuttavia, considerato il crescente affollamento dello spazio online, le dmo sembrano trovare difficoltà a differenziarsi e spiccare rispetto ai giganti dell’industria, le Olta, i motori di ricerca e metasearch. Le organizzazioni che percepiscono questi player come concorrenti sono, infatti, meno di quelle che ci si aspetterebbe. Il 44% delle organizzazioni classifica Google tra gli strumenti che apportano valore piuttosto che come concorrente. Il 48% vede TripAdvisor come partner, il 51% è neutrale rispetto a Booking.com e agli altri siti di prenotazione delle attività come Viator.

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Valentina Neri
Valentina Neri

Giornalista

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