Travelport e la maratona dell’Ndc

25 Luglio 07:00 2018 Stampa questo articolo

«Non è uno sprint, ma una maratona – esordisce così Sandro Gargiulo, country manager di Travelport per l’Italia e Malta commentando la rivoluzione Ndc – Ci sono cambiamenti che hanno bisogno di essere rodati, ma noi siamo pronti come aggregatore a condurre per mano le agenzie attraverso il nuovo protocollo».

Perchè il New Distribution Capability di Iata che permette di vendere ancillary e servizi delle linee aeree in un modo più interattivo – un mix tra Amazon e il portale di Ryanair – è al centro dell’attenzione di tutto il mondo del travel diventando sempre più realtà e meno prospettiva. Un passaggio cruciale che ha investito tutto il settore, gds in primis, con la consapevolezza che il cambiamento sarà lungo, ma pieno di possibilità.

Che traguardo ha questa maratona?
«La finestra temporale non è del tutto chiara, anche se negli ultimi mesi si è imposta una accelerata a tutti i  livelli. La stessa Iata ha dichiarato l’obiettivo 20-20-20, ovvero: venti vettori certificati al terzo livello Ndc (il più alto) dovranno raggiungere il 20% dell’offerta indiretta gestita sul nuovo protocollo entro il 2020. In un anno e mezzo, quindi, si poggeranno le basi per il funzionamento a pieno regime».

Con questi tempi, però, l’Ndc non rischia di invecchiare?
«Non credo. Il fondamento su cui si basa è un grande ammodernamento che mira a soppiantare lo standard precedente, per questo già da tempo abbiamo abbandonato il ruolo di It provider proprio concentrandoci su quella che è la nuova realtà. Ci sono strumenti che alcune compagnie aeree mettono a disposizione degli agenti della connessione diretta: normalmente, questa tipologia che permette lo shopping del volo impedisce di fare modifiche e o cancellazioni. Il nostro ruolo di aggregatore, invece, ci permette questo e molto altro».

Un modello che sfavorisce la vendita diretta?
«Piuttosto garantisce la multicanalità dando più servizi al B2B. I prodotti saranno visualizzati in maniera completa e personalizzata, “riconoscendo” il cliente finale al quale verrà fatta un’offerta mirata sulle sue esigenze. Un vantaggio per l’intermediario che potrà gestire sempre meglio l’acquisto, sia nel leisure ma soprattutto nel business».

Quindi cambia tutto ancora una volta?
«Cambia l’approccio alla esperienza d’acquisto, ormai una priorità per un settore messo alla prova dal fai-da-te nell’online. Ma penso che le agenzie siano pronte e che i gds lo siano ancora di più. Nel quadro dell’attuale distribuzione, infatti, forse i cambiamenti minori li introduce proprio per noi. Travelport ha già ottenuto la più alta certificazione  – livello 3 come aggregatore Ndc – e abbiamo già annunciato la partnership con Qantas. Il set iniziale di prodotti a disposizione prevede: una connessione industrializzata per aerolinee che si connette tramite Ndc-standard Api e un’applicazione compagna del punto vendita per le agenzie che offre contenuti abilitati per Ndc insieme al flusso di lavoro del Travelport Smartpoint».

Chi vedeva l’Ndc come un nemico deve ricredersi?
«Direi proprio sì, sono convinto che siamo l’aggregatore che il mercato cerca perché abbiamo esperienze, qualità e velocità. Il New Distribuition Capability si basa sull’adozione delle api per le compagnie  aeree e noi lo abbiamo già inserito nella nostra offerta commerciale forti della nostra esperienza pregressa che aveva sviluppato oltre 35 connessioni in api soprattutto con i vettori low cost su Smartpoint».

Per le agenzie, invece, cosa cambia?
«Stiamo facendo di tutto per rendere sempre più semplice il loro lavoro: ovvero consegnare uno stesso strumento, Smartpoint, arricchito e integrato dove è possibile utilizzare entrambi i metodi di acquisto: sia quelli tradizionali che l’Ndc. L’obiettivo resta sempre quello di generare valore, per le agenzie che potranno avere accesso a un più ampio ventaglio di prodotti offerti, e per gli stessi vettori che con il nuovo protocollo potranno allargare la possibilità di distribuire i loro servizi, eliminando le differenze tra i canali diretti e quelli indiretti.

Che vuol dire un linguaggio che passa da fare a offer?
«Premesso che ogni singola compagnia aerea potrà implementare una parte o l’altra de network (tradizionale o Ndc), direi che viviamo già un presente  con tariffe talmente flessibili e modulabili che il cambio di linguaggio sarà solo formale. In realtà la differenziazione del contenuto via Ndc consentirà un contenuto ancora più ricco di tariffe rispetto a quello a cui siamo già abituati».

Dopo l’accordo con Qantas arriveranno altre compagnie?
«Stiamo lavorando con molti vettori e presto potremmo annunciare nuove partnership. All’inizio può sembrare un modello che integra una compagnia per volta, ma presto l’adesione sarà più agglomerata».

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L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Giornalista. Specializzato in trasporto aereo e ferroviario, economia, agenzie di viaggi, tecnologia ed estero. Segue convention e fiere internazionali.

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