Travelbuy: «Il post Covid? Franchising e flessibilità»

Travelbuy: «Il post Covid? Franchising e flessibilità»
28 Maggio 00:11 2020 Stampa questo articolo

«La tariffa non rimborsabile ha smesso di esistere: gli operatori devono fare i conti con questa realtà, anche a lungo termine». Gli ultimi tre mesi di pandemia da coronavirus hanno scosso il settore del turismo dalle fondamenta e Alfredo Vassalluzzo, amministratore unico di Travelbuy – quando si parla di ripartenza – non dimentica di affrontare uno dei talloni d’Achille del settore.

«Le tariffe devono adattarsi alle nuove esigenze del viaggiatore che sono diventate ancora più forti a causa della diffusione di Covid-19. A livello europeo questo meccanismo è stato già ben recepito, mentre qui in Italia facciamo ancora un po’ di fatica», ricorda Vassaluzzo.

Il tema non tocca solo la ormai prossima estate, ma anche i mesi invernali perché «è impossibile ormai vendere per Capodanno una tariffa che non sia cancellabile con zero penali fino a una settimana prima dalla partenza. L’esperienza di questa primavera – continua Vassalluzzo – per molti viaggiatori è stata traumatica anche perché le polizze annullamento, nel caso della pandemia, sono praticamente carta straccia».

Flessibilità, quindi, come parola d’ordine per affrontare questo lunghi mesi di transizione, ma anche per programmare il futuro. Perché, nonostante gli annunci di riaperture in pompa magna e i segnali di ottimismo, all’orizzonte si prospetta un’estate di sforzi sovrumani per compensare una domanda bassa con un’offerta frammentata e incerta. Per Vassalluzzo, quindi, l’importante sarà «scavallare l’estate senza farsi troppo male e arrivare fino all’autunno, poi Natale e Capodanno si potranno vendere bene, anche sul long haul».

IL NODO DEI BUONI VACANZE. Se la prospettiva è a lungo termine, però, sulla summer i primi movimenti da intercettare vanno canalizzati in prenotazioni. «Abbiamo richieste per Grecia e Spagna, ma restano ancora alcune incertezze legate ai voli e all’operatività. In compenso stiamo lavorando a ritmo serrato sul Mare Italia e abbiamo anche ampliato gli accordi commerciali con oltre 30 strutture tra Sardegna, Sicilia e Sud che accetteranno i famosi buoni vacanze con l’unica condizione della nostra intermediazione – sottolinea il manager – È una cosa importante perché permette all’agenzia di concludere la prenotazione, girando il voucher all’hotel, e senza anticipare liquidità».

Perché gli agenti escono da tre mesi di enormi difficoltà e ora stanno affrontando una riapertura piena di interrogativi e senza i necessari supporti da parte dello Stato.

IL LAVORO DEL NETWORK. Ma lo “tsunami” Covid non sembra aver abbattuto l’ottimismo delle agenzie. «La nostra formula di associazione in partecipazione ha alleggerito il lavoro delle adv in piena pandemia, quando c’erano da gestire rimpatri, voucher e rimborsi e, purtroppo, molti fornitori scappavano. Il modello di franchising, centralizzando i servizi – anche quelli legali – ha lavorato tutti i giorni facendosi carico del lavoro, risolvendo i problemi delle adv e abbattendo i loro costi. Abbiamo da subito ridotto le royalty del 50% e rinnovato il fondo di garanzia. In un mondo dove gli accordi commerciali e i servizi sono uguali per tutti, quello che abbiamo fatto in questi mesi significa, per me, fare davvero network».

Così, se il post Covid riporta al centro della filiera turistica il lavoro dell’agente di viaggi, per Vassalluzzo la sponda franchising è quella che ha le maggiori prospettive di crescita. «Negli ultimi giorni ho firmato due contratti di apertura di nuove filiali e altri quattro contratti firmati a marzo hanno confermato la loro apertura entro fine anno. È un bel segnale, perché anche chi sta entrando in questo settore ha una enorme fiducia in questo lavoro».

Fiducia che, anche nei giorni più bui dell’emergenza, ha viaggiato quasi in un senso opposto a quello a cui si è abituati. «Sono rimasto sorpreso, perché a marzo, in piena crisi, mi aspettavo una pioggia di disdette contrattuali e di chiusure. Invece erano le agenzie che mi incoraggiavano nei momenti più critici, spingendo per una strenua resistenza. Ora l’80% delle nostre adv ha già riaperto e sta lavorando con entusiasmo per risollevare l’annata», conclude il fondatore di Travelbuy.

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Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Redattore

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