Tirrenia, prorogata al 31 maggio la continuità territoriale con la Sardegna

Tirrenia, prorogata al 31 maggio la continuità territoriale con la Sardegna
02 Aprile 14:06 2021 Stampa questo articolo

Novità sulla continuità territoriale marittima e sulle vicende delle compagnie di navigazione del Gruppo Onorato. Con decreto legge, il Consiglio dei ministri ha prorogato fino al 31 maggio i collegamenti marittimi con Sardegna, Sicilia e isole Tremiti svolti in regime di servizio pubblico, per completare le procedure di gara. “Per il tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure bandite per l’imposizione di oneri di servizio pubblico e per l’aggiudicazione dei contratti di servizio”, precisa il Cdm, che aggiunge una proroga rinnovabile in caso di ritardi per ulteriori 30 giorni.

Sarà quindi ripristinata la piattaforma di prenotazione sul sito Tirrenia che garantisce le corse come previsto dagli oneri di servizio pubblico, scaduti il 28 febbraio e ora rinnovati sino a fine maggio. Tirrenia potrà continuare a operare sulle tratte fra Cagliari e Civitavecchia, Napoli e Palermo. Le tratte Civitavecchia-Olbia e Genova-Porto-Torres sono prenotabili fino a ottobre, mentre si attendono i bandi per il periodo invernale.

Nel frattempo, al termine ultimo del 30 marzo, Moby ha presentato al tribunale di Milano la domanda per il concordato in continuità. La compagnia ha spiegato in una nota che il piano “assicura le migliori condizioni per il rilancio dell’impresa, il mantenimento dei servizi ai clienti, la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto per un totale di oltre 6.000 lavoratori in un settore, quello marittimo, tra i più colpiti dalla crisi Covid-19”. Un nuovo piano “anche alla luce degli accordi già sottoscritti con circa il 95% dei fornitori e grazie alla partnership con l’investitore Europa Investimenti/Arrow e che assicura le migliori condizioni per il rilancio dell’impresa, il mantenimento dei servizi ai clienti, la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto per un totale di oltre 6.000 lavoratori in un settore, quello marittimo, tra i più colpiti dalla crisi Covid-19. Pur prevedendo la vendita di alcuni asset, il piano si basa sulla continuità aziendale, sul mantenimento dei posti di lavoro e delle rotte in essere, anche in considerazione dei positivi risultati registrati nell’ultimo anno e del previsto arrivo di due nuovi traghetti Ro-Pax in costruzione con la capacità di 2.500 passeggeri e di 3.750 metri lineari di merci ciascuno”, spiega la compagnia.

Nel piano sarebbe prevista la cessione di 4 navi e la divisione rimorchiatori; sarebbero però in programma nuovi investimenti e il mantenimento dell’occupazione, con due navi in costruzione quasi pronte.

Rinviato di alcuni giorni il piano di ristrutturazione di Cin, per concludere le trattative con Tirrenia in amministrazione straordinaria. Nella nota il Gruppo dichiara di proseguire nel “percorso di superamento della crisi, provocata dall’attacco subito da un gruppo di bondholders che avevano presentato un’istanza di fallimento, poi rigettata dal Tribunale di Milano, nel settembre 2019, e poi aggravatasi per le conseguenze sul settore dei trasporti della pandemia in atto”. Il risanamento partirebbe dal “rigoroso piano di azioni posto in essere dal management nell’ultimo anno, che ha previsto una serie di misure per il contenimento dei costi, l’incremento delle quote di mercato e la dismissione di alcuni asset e ha così creato le condizioni per la presentazione ai creditori di un piano solido e sostenibile”.

Il Gruppo Grimaldi ha però chiesto lo stop alla convenzione con Tirrenia-Cin per le rotte che riguardano la Sardegna. La compagnia ha espresso in una nota “stupore e incredulità” per la richiesta di Tirrenia-Cin di un nuovo “intervento del ministero dello Sviluppo economico onde poter continuare a garantire la propria operatività.

Il Gruppo Grimaldi sottolinea come il competitor abbia “beneficiato nel corso degli anni di enormi vantaggi competitivi, ricevendo centinaia di milioni di euro di sussidi da parte dello Stato; non ha pagato allo Stato Italiano quanto dovuto per l’acquisto degli asset della vecchia Tirrenia di Stato, pari a circa 200 milioni di euro; non paga da anni molti dei suoi creditori (banche, obbligazionisti, ecc.) e fornitori; non paga allo Stato le tasse portuali relative all’approdo delle proprie navi negli scali italiani”.

Grimaldi ha ricordato che la “convenzione per la continuità territoriale è scaduta il 18 luglio 2020; Tirrenia-Cin ha operato in condizioni di concorrenza sleale, per cui la compagnia è stata condannata e sanzionata.

Il Gruppo Grimaldi è favorevole alla vendita all’asta delle imbarcazioni di Tirrenia-Cin e “non è assolutamente contrario all’introduzione della clausola sociale e, anzi, propone di salvaguardare in modo serio e durevole l’occupazione del personale Tirrenia-Cin senza che la protezione sociale sia strumentalizzata per impedire l’apertura dei mercati, a tutela dei consumatori e dei territori, come segue: risolvere il contratto con Tirrenia-Cin per inadempienza, ormai acclarata da tempo, come fatto a suo tempo per la società Siremar, come peraltro già comunicato alle competenti autorità; mettere le navi della Tirrenia-Cin all’asta e così garantire, attraverso l’introduzione della clausola sociale, come previsto dalle norme nazionali ed europee, l’occupazione del personale relativo a tali navi”.

La nota prosegue spiegando che “il ministero dello Sviluppo economico si garantirebbe così finalmente, attraverso la vendita di tali asset, l’intero recupero del credito maturato (anche con gli interessi) per il prezzo mai pagato. Viceversa, la clausola sociale così come inserita negli attuali bandi di gara per l’ottenimento dei contributi per la continuità territoriale, oltre che in contrasto con i principi comunitari e nazionali, è solo un modo per disincentivare la partecipazione degli armatori ovvero garantire la ristrutturazione di Tirrenia-Cin a danno dei competitor”.

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