Thailandia, vincono le isole

30 Maggio 11:20 2017 Stampa questo articolo

La Thailandia piace parecchio ma non riesce a smarcarsi dai soliti itinerari. Nonostante gli agenti provino a proporre anche il nord, con le antiche capitali del Paese, custodi di templi gioiello e circondate da una natura rigogliosa, a guidare i desideri dei viaggiatori che entrano in adv sono ancora Bangkok e le isole.

C’è molto da lavorare anche sui pregiudizi legati alle condizioni atmosferiche. Come fa notare Chiara Opici dell’Agenzia Piazza Borgo Venti di Piacenza che dice di vendere la destinazione da dicembre fino a fine aprile ma non d’estate perché i viaggiatori sono convinti sia piovosa. «L’Asia per molti è sinonimo di monsoni, non si informano davvero magari con delle guide. Pensano che sia un fenomeno che riguarda tutto il Paese indistintamente e tendono a dare più retta agli amici che al professionista, secondo loro non un consulente ma una figura di parte, che punta solo a chiudere la pratica perché in fondo è un venditore». L’85% del pubblico che chiede della Thailandia ha sui 30 anni, vuole spendere tra i 1.000 e i 1.200 euro e preferisce il mare. «Visto che i voli fanno tutti scalo a Bangkok consiglio loro di passare anche un paio di giorni in città prima di mandarli verso Phuket. Provo a proporre anche tour del nord di 4-5 giorni che includano Chiang Mai, ma è un prodotto che in pochi comprano. Cerco di costruire un’esperienza comunque tailor made per quanto possibile e mi affido a operatori come Albatravel e Easy Market», dice.

Stesse difficoltà anche per Carmen Romano, proprietaria della Dream Time di Ferrara, che di solito vende la destinazione tra novembre e febbraio, ma quest’anno sta andando bene anche per luglio e agosto. «Cerco di spiegare che prenotando con anticipo si possono trovare ottime tariffe per voli e alberghi ma non tutti sono ricettivi. Peccato perché è una meta divertente su cui lavorare: c’è più margine di manovra». E sebbene il pubblico rimanga molto giovane anche in questo caso, tra i 25 e i 40 anni, chi opta per un viaggio più costoso, intorno ai 1600 euro, e parte da Venezia, vuole fare uno stop over a Dubai, Abu Dhabi e Doha.

«Una destinazione per definizione da turismo di massa per questo così difficile da vendere al di fuori delle spiagge». È questo il pensiero di Pierluigi Palumbo, titolare della Elios Viaggi di Chieti. Secondo l’agente la Thailandia si vende di più rispetto a 2 anni fa ma il target non è molto cambiato, sempre giovani e coppie di sposi. L’itinerario medio è di 12 notti-15 giorni per circa 2.200-3.000 euro. Come operatori, Elios Viaggi fa riferimento a Francorosso, Mappamondo e Viaggidea.

Più alta l’età dei viaggiatori serviti dall’agenzia Ermes World di Salerno. Il proprietario, Federico Pepe, racconta che dall’inizio dell’anno ha chiuso quattro pratiche per la Thailandia, tutte vendute a clienti tra i 30 e i 60 anni. Il viaggio tipo tocca Bangkok e le spiagge di Phuket e impegna dai sette ai dieci giorni massimo. Con alberghi a 4 e 5 stelle il prezzo, a seconda della stagione, si aggira tra i 1.500 e i 2.000 euro. «Cerco anche di proporre un mini tour che includa la vecchia capitale, Chiang Mai, ma lo vendo raramente – riferisce – Spesso sono itinerari che costruiamo noi stessi perché le richieste sono molto semplici, in altri casi ci appoggiamo a Quality Group».

L’anno inizia bene: 12 milioni di arrivi
Circa 840 miliardi di baht in quattro mesi, pari a circa 22 miliardi di euro. È la ricaduta economica generata dal turismo in Thailandia da gennaio ad aprile. Ad annunciarlo è il ministro del Turismo e dello Sport che ha diramato i numeri relativi alle presenze e alla capacità di spesa dei visitatori nel primo quadrimestre del 2017. Sono 12 milioni i viaggiatori giunti nel Paese in questo periodo che hanno speso circa 16 miliardi di euro, pari a un aumento del 4,71% rispetto agli stessi mesi del 2016. Ottimi risultati anche dal turismo domestico che per il primo quadrimestre fa registrare ricavi in Thailandia per 220 miliardi di baht (5 miliardi di euro).

Yuthasak Supasorn, a capo della Tourism Authority of Thailand, l’ente del Turismo nazionale, ha spiegato così le ragioni del successo: «La Thailandia attira molti turisti grazie alle esperienze che è in grado di offrire che sono sempre nuove e uniche, non importa quante volte si visiti il Paese. Nei primi mesi dell’anno la combinazione di bel tempo ed eventi di grande rilievo come il Songkran, il capodanno thailandese ha significato ancora maggiori occasioni di divertimento per i viaggiatori. Siamo felici che l’anno sia cominciato così bene: continueremo a garantire la calorosa accoglienza del popolo thai anche ai viaggiatori che verranno». Dai numeri emerge chiaramente che le strategie per attrarre alto spendenti e turisti di qualità messe in atto dal ministero e dalla Tat hanno dato i loro frutti se i viaggiatori ora riconoscono la Thailandia come luogo che offre esperienze di lusso, gastronomia di livello e momenti di svago tra i migliori al mondo.

Dei 12 milioni di visitatori, calcolati tra gennaio e aprile, i circa 7,5 arrivati dall’Asia dell’est hanno generato sul territorio un giro d’affari da 8 miliardi di euro. La Cina resta il mercato di punta con circa 3,2 milioni di arrivi. Ma anche l’Europa è andata bene con 2,7 milioni di arrivi pari a +8,41% rispetto allo stesso periodo del 2016: i turisti del Vecchio Continente hanno contribuito sensibilmente ai ricavi nel Paese per oltre 5,2 miliardi di euro.

L'Autore

Valentina Neri
Valentina Neri

Giornalista

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