Th Resorts, la mappa degli investimenti

by Giorgio Maggi | 24 Luglio 2019 8:15

Un investimento da 37 milioni nei prossimi cinque anni, da destinare non solo a nuove acquisizioni (villaggi in Sicilia e Sardegna, oltre a strutture in città d’arte come Assisi e Roma), ma anche a interventi sulle strutture già in portafoglio e alla digitalizzazione dell’intera azienda.

«Diventeremo il primo operatore alberghiero in Italia», era stata la promessa in occasione della presentazione del progetto al Lido di Venezia, solo poche settimane fa, da parte del direttore commerciale di Th Resorts, Stefano Simei. «L’obiettivo è arrivare a 150 milioni di fatturato entro il 2023», aveva ribadito il presidente Graziano Debellini in quella stessa occasione.

Adesso, a poche settime di distanza, la conferma, con una virata sempre più decisa dell’operatore padovano verso l’upscale e un posizionamento nel segmento leisure di fascia medio-alta. Tutto grazie a un piano di investimenti finanziato per 25 milioni di euro da un pool di banche, tra cui Mediocredito Italiano (Banca del Gruppo Intesa Sanpaolo), Mps, Bpm e Bper. Banca Imi (la banca d’investimento del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha agito nel ruolo di Banca Agente). La rimanente parte degli investimenti, invece, sarà finanziata da capitale già presente in azienda.

A essere toccati dal nuovo piano di sviluppo saranno tutti e 25 i resort gestiti attualmente da Th Resorts; il che significa un totale di oltre 5mila camere, che vedranno interventi per lo sviluppo di web e customer relantionship management, con particolare attenzione al cliente e alla sua esperienza.

Ma non è tutto, perché l’azienda guidata da Debellini (che nel corso del 2019 raggiungerà i 90 milioni di fatturato con oltre 2.600 addetti), si concentrerà anche sul riammodernamento delle camere e sull’acquisizione di nuove gestioni.

«Siamo particolarmente soddisfatti del finanziamento ottenuto – dice l’amministratore delegato di Th Resort Gaetano Casertano – che dimostra non solo un nuovo posizionamento e consolidamento verso il mercato finanziario già iniziato con l’entrata nel capitale di primari investitori come Cdp Equity e Isa, ma anche il fatto che Th è stata capace di creare un modello di gestione del turismo leisure apprezzato dal sistema finanziario. La sfida è appena iniziata ma i presupposti per creare un operatore made in Italy ci sono tutti».

In questa luce vanno visti anche le new entry in programma nelle città d’arte, ma senza dimenticare, come detto, il segmento leisure vero e proprio. «Dopo il debutto quest’anno del Th Courmayeur, tra 2019 e 2020 apriremo quattro nuove strutture, una in montagna (l’ex-Valtur a Marilleva e tre al mare (una in Sardegna, e due in Sicilia). Mentre per Ostuni è in programma nei prossimi anni un progetto di ristrutturazione da 18-20 milioni di euro», aveva aggiunto al Lido Simei.

L’espansione prevede, poi, un’importanza sempre più grande data ai mercati esteri («con l’apertura di uffici di rappresentanza in Uk e Germania») e un modello di business diverso rispetto al passato. «L’anno scorso abbiamo chiuso gli ultimi contratti con i t.o., adesso curiamo totalmente sia la gestione che la commercializzazione delle strutture, agenzie di viaggio comprese. Per tutti, vige sempre la parity rate, ma così facendo abbiamo eliminato un passaggio».

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