Terme, più vacanze esperienziali e meno medicale

Terme, più vacanze esperienziali e meno medicale
25 Settembre 10:17 2017 Stampa questo articolo

Se il turismo registra in Italia una crescita significativa tanto da essere definito, nelle parole del ministro Dario Franceschini, come «il settore trainante della ripresa economica nazionale», è a un suo settore in costante trasformazione che si è rivolto Hub Turismo – Terme & Benessere. Una tre giorni di riflessione, confronto e dialogo alla sua prima edizione, tenutasi a Milano dal 20 al 22 settembre, e patrocinata da Federterme e da E.H.T.T.A (European Historic Thermal Towns Association). L’evento, aperto al pubblico, si è articolato in tre occasioni d’incontro: conferenze, spa forum e workshop; la Borsa, alla sua quarta edizione ma alla prima con l’aggiunta del Benessere; e la parte espositiva, con operatori, prodotti e buyer.

I riflettori si sono dunque accesi su vacanze esperienziali per un nuovo equilibrio tra corpo e mente, una nicchia di mercato dal target particolare ma piuttosto confuso perché troppo spesso non riesce a ottenere le specificità, ad esempio presenze di acque termali, solo area spa o percorsi medicali dei luoghi che lo interessano.

Federterme, tra gli ospiti del convegno inaugurale, ha rassicurato: l’offerta in Italia non manca, una lunga storia che conta oggi 380 imprese in 19 regioni, fatturato di 1,5 miliardi di euro, e molte località che esistono solo grazie alle terme. Con momenti di bassi (dal 2008 al 2014) e di ripresa, nonostante qualche crisi, è forte anche la domanda di salute, non ancora focalizzata nella nuova concezione stabilita dall’Organizzazione mondiale della Sanità: salute non è più assenza di malattia bensì equilibrio psicofisico. Un’ottica quindi di prevenzione, fondamentale per una società che invecchia sempre più, con le terme che si possono affiancare per approcciare nuove metodologie del sistema sanitario.

Risulta già a Federterme un ringiovanimento del pubblico termale, che da sei anni a questa parte ha meno di 60 anni. E la frequentazione è trasversale: giovani che vanno con i figli, non solo persone ammalate. Dunque, ci vorrebbe una geografia della salute chiara: luoghi e acque con caratteristiche specifiche, così l’utente può recarsi nel posto più adatto.

Per l’Associazione dei comuni termali Ancot, lo sviluppo del termalismo in Italia deve imboccare la strada della cooperazione, una riflessione di tutti: comuni, imprese termali, autorità sanitarie. E poi, star bene alle terme è sì curarsi o prevenire, ma quando si esce bisogna trovare attrazioni culturali, anche nei dintorni. Così l’offerta è completa. Insomma, il mondo termale dovrebbe essere più unito, specie se deve fronteggiare la recente liberalizzazione conseguente alla direttiva europea che lascia liberi i cittadini (500 milioni) di andare dove vogliono. E l’esempio eclatante, ancorché vincente, della Slovenia dovrebbe far da stimolo.
Per l’Associazione delle città termali storiche europee, termalismo è cultura basti pensare a Vichy, Budapest o Bath tra le quasi 40 città in 13 paesi comunitari. La cultura dell’acqua è più ampia nel Nord Europa, vissuta negli stabilimenti con acqua park, spa private, facendo usufruire la vacanza a tutta la famiglia. L’Italia deve sfruttare di più il turismo termale. Le tendenze oggi in atto privilegiano l’enogastronomia e la vacanza benessere, per nuove sensazioni che esaltano i sensi. Non è una moda, ma una necessità dettata dagli odierni ritmi stressanti.

Il mondo termale italiano, insomma, deve fare squadra per combattere la concorrenza straniera. E prendere coscienza di una tendenza in atto: l’attrattiva di un’offerta wellness che sposta sempre più l’attenzione dalla cura intesa in senso medicale al bisogno di coccolarsi e pensare al proprio benessere. Gli esempi ci sono: Abano è un modello da copiare grazie anche al lavoro svolto in sinergia con il sistema mutuale tedesco. Pejo ha cambiato pelle aprendo al suo interno una micro-spa a forte impatto olistico. A Margherita di Savoia, a 60 km a nord di Bari, hanno puntato tutto sui prodotti benessere, molto amati dalle giovani coppie e realizzati con l’acqua salsobromoiodica, termale a tutti gli effetti, che proviene dal mare. Infine, sul fronte estetica, una novità importante è quella dell’apertura della Spa Nuxe Paris, inserita all’interno del rinnovato Relais Santo Stefano, oasi di relax nella natura di Biella.

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Adriana De Santis
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