Tassa di soggiorno, Meloni: «Anche gli hotel a volte non pagano»

Tassa di soggiorno, Meloni: «Anche gli hotel a volte non pagano»
25 gennaio 12:07 2018 Stampa questo articolo

Botta e risposta tra il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, e l’assessore al Turismo del Comune di Roma, Adriano Meloni, all’Albergatore Day che ha visto la partecipazione di oltre 1.400 persone. «Roma deve poter puntare sul turismo di qualità dei repeater – ha detto Roscioli – Un segmento di traffico in grado di generare più pernottamenti e maggiore spesa turistica. Per far questo ognuno deve fare la sua parte: l’offerta ricettiva della Capitale si sta riqualificando, ma servono investimenti che gli albergatori possono fare solo se si regolamenta l’attuale concorrenza sleale degli affitti brevi, che conta ormai quasi 50mila strutture sommerse (al Comune di ne risultano 37mila, ndr), che non generano ricavi, producono il fenomeno del turismo mordi e fugge e in più non contribuiscono alle entrate con la tassa di soggiorno».

Gli ha subito replicato l’assessore Meloni che ha annunciato come «all’accordo con Airbnb sulla tassa di soggiorno anche da parte delle case-vacanze, ne seguiranno altri con le Olta ed entro marzo avremo un’apposita normativa che regolamenterà tutto il panorama ricettivo. Siamo consapevoli che questo ambito sta assumendo un enorme rilievo economico: basti pensare che, secondo gli stessi vertici di Airbnb, lo scorso anno a Roma si sono registrati oltre 1,4 milioni di arrivi nelle strutture per affitti brevi, il che significa almeno 4 milioni di presenze. Calcolatrice alla mano questo significa un mancato incasso di tassa di soggiorno di almeno 18 milioni di euro. Bisogna, però, anche dire che non tutti gli albergatori pagano la tassa di soggiorno. È certamente una minoranza, ma anche questa anomalia va annullata con senso di responsabilità».

Ci sono, poi, le note positive legate alla nascita del Convention Bureau Roma-Lazio che il suo presidente Onorio Rebecchini, ha enfatizzato come «il modello vincente per la condivisione tra pubblico e privato di una strategia finalizzata ad accrescere la qualità degli arrivi turistici nella Capitale. Proprio grazie a questo organismo, divenuto interlocutore autorevole per tutti i potenziali partner del segmento Mice, abbiamo ricevuto fino a oggi 45 richieste dall’estero per eventi medio-grandi da organizzare da qui al 2020». Dati che possono confortare l’ambizione di tutti, amministratori e operatori privati, di portare Roma nei primi cinque posti del ranking di città congressuali europee.

Una condivisione che anche il vice presidente della Regione Lazio con delega al Turismo, Massimiliano Smeriglio, ha evidenziato: «Proprio sull’esempio del Convention Bureau dobbiamo allestire un tavolo comune, un gruppo di lavoro per il futuro turistico di Roma, ascoltando gli operatori del settore  e riscrivendo insieme buona parte della legge regionale sul turismo».

L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

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