Tamponi e kit antivirus: quanto costano i controlli?

Tamponi e kit antivirus: quanto costano i controlli?
13 Ottobre 07:00 2020 Stampa questo articolo

Sistemi rapidi, accurati, economici e facili di test Covid-19. La direzione è questa. Il tampone oggi è il “gold standard”, ovvero l’esame diagnostico attualmente più accurato, per verificare la positività/negatività al coronavirus. Sì, ma quanto costa effettivamente la sicurezza?

Il primo a parlarne era stato Gianni Onorato, chief executive officer di Msc Cruises, durante una conferenza stampa online il 3 agosto scorso. Il giorno in cui la compagnia annunciava il protocollo di 200 pagine partendo proprio dal tampone pre imbarco obbligatorio per tutti. Mancava ancora l’ufficialità del governo (arrivata la sera del 7 agosto), ma le compagnie già armavano le navi per tenersi pronte alla ripresa delle operazioni, poi avvenuta il 16 agosto. «Abbiamo fatto investimenti molto alti per mettere a punto il protocollo sanitario con i test Covid-19 per tutti gli ospiti e l’equipaggio prima della partenza e per tutte le misure di sicurezza implementate – spiegava – Con un costo di circa 500mila euro a crociera, che non peserà sui passeggeri, ma sulla compagnia».

Con il passare delle settimane però il prezzo dei dispositivi per i test si è abbassato e potrebbe scendere ancora se si arrivasse alla validazione generale dei test salivari, partiti per adesso come progetto pilota nelle scuole.

Ora l’attenzione si concentra sui costi per l’aviazione commerciale e le stime arrivano da Iata. “I kit rapidi ormai possono costare anche 7 dollari”, dicono da Iata. Considerando una media di cinque milioni di persone al giorno che si imbarcheranno per rotte internazionali, si arriva a 35 milioni di dollari al giorno. Che equivalgono a poco più di un miliardo al mese.

E i costi chi li sostiene? Difficile ipotizzare aiuti statali – o almeno non tutti i governi lo metterebbero in agenda – quando si parla di turismo e viaggi di piacere. C’è chi investe al fine di rendere le procedure gratuite per il cliente – come stanno facendo le compagnie di crociera, alcuni aeroporti e vettori, chi ha adottato il tampone nel settore alberghiero e nella villaggistica – e chi inserisce la voce di spesa tra i costi a carico del viaggiatore, come nei progetti pilota degli aeroporti della Florida. Anche la gratuità o meno dello screening sarà probabilmente una leva importante nel determinare la ripartenza del travel.

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Claudia Ceci
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