Tamburi “padrone” di Alpitour:
verso la quotazione in Borsa

by Roberta Rianna | 2 Maggio 2018 12:43

Nessun ingresso degli spagnoli di Barceló, neanche stavolta. I fondi Wise e J.Hirsch escono dal Gruppo valutato 470 milioni di euro e le loro quote, insieme a quelle di Azurline Sarl (per un totale del 38,8%), passano nelle mani di Asset Italia 1 di Tamburi Investment Partners (Tip), che già detiene circa il 33% del t.o e ora tocca il tetto del 70%. In buona sostanza Giovanni Tamburi – e qui citiamo le testuali parole de Il Sole 24 Ore – diventa “il padrone di Alpitour”.

Una scalata che dà vita ad Alpiholding Srl, il cui capitale è posseduto per il 49,9 % dalla stessa Asset, l’altro 49,9% da “altri investitori” e il restante 0,2% da Gabriele Burgio, presidente e amministratore delegato di Alpitour. E non finirà qui, perché la nuova holding – come chiarisce Tip in una nota stampa – “si è impegnata ad acquistare o far acquistare, alle stesse condizioni, ulteriori quote del Gruppo torinese nel caso alcuni tra gli altri soci fossero interessati a cederle nel medesimo contesto”.

Il comunicato della banca d’affari milanese precisa anche che l’imprenditore piemontese Ruben Levi, azionista storico del t.o., resterà nel capitale nell’ottica di un investimento a lungo termine, così come Fabio Landini, ex socio di Press Tours; mentre Wise Sgr acquisirà una partecipazione diretta di circa il 3,5% in Alpitour.
Sullo sfondo, come sottolinea la stessa Tip, c’è l’intenzione di quotarsi in Borsa “nei prossimi due o tre anni”.

Per il presidente Burgio «questa operazione sancisce l’inizio di un nuovo ambizioso capitolo nella storia di Alpitour».
Guardando ai numeri, l’obiettivo è competere con i big europei come Tui e Thomas Cook, raddoppiando il fatturato che oggi si attesta intorno a 1 miliardo di euro per 36 milioni di margini. Un traguardo altisonante ma verosimile, raggiungibile anche attraverso le ultime acquisizione portate a termine: quella di Eden Travel Group (ora in fase di due diligence[1]) e quella del Tanka Village in Sardegna (nell’era post Valtur ribattezzato Tanka Resort[2]). Tutto questo senza considerare l’ipotesi di rilevare il marchio e altri ex villaggi Valtur, ventilata nelle ultime settimane[3].

Tip ha intercettato negli anni aziende “interessanti” (da Eataly a Furla, passando per gli yacht Azimut Benetti, fino ad arrivare ad Alpitour) per dare vita a un vero e proprio polo del lusso made in Italy.
La newco Asset Italia nata a luglio 2016, che aveva fatto il suo ingresso in Alpitour ricapitalizzandola con 120 milioni di euro, è un fondo a chiamata partecipato, oltre che da Tamburi, da grandi famiglie dell’industria italiana come Lavazza, Ferrero e Seragnoli.

Endnotes:
  1. ora in fase di due diligence: https://www.lagenziadiviaggi.it/alpitour-eden-al-via-la-due-diligence-targata-deloitte/
  2. Tanka Resort: https://www.lagenziadiviaggi.it/alpitour-prende-in-gestione-il-tanka-village/
  3. ventilata nelle ultime settimane: https://www.lagenziadiviaggi.it/il-marchio-valtur-allasta-si-affaccia-alpitour/

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