Stop alla guerra dei dati con il software del Mipaaft

Stop alla guerra dei dati con il software del Mipaaft
23 gennaio 11:04 2019 Stampa questo articolo

Un nuovo e perfomante osservatorio statistico per il turismo che metta fine alla cosiddetta “guerra dei dati“. Il Mipaaft ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il coordinamento tecnico Commissione Turismo della Conferenza Stato Regioni, l’Istat e il Cisis – Centro interregionale per i Sistemi Informatici, geografici e statistici, per avviare per la prima volta, un percorso comune e condiviso nell’ambito della raccolta ed elaborazione dei dati turistici sul territorio italiano.

Nel corso dell’ultima riunione del comitato di coordinamento, infatti, è stato presentato un software per l’ottimizzazione dei metodi di raccolta delle informazioni statistiche in materia turistica, che garantirà, attraverso metodologie innovative, una maggiore quantità, qualità e tempistica delle informazioni, cosi da coadiuvare l’orientamento strategico, sia del settore pubblico, che di quello privato.

«La sistematizzazione della gestione dei dati turistici nazionali, la raccolta e la loro elaborazione è una delle nostre priorità – ha spiegato il ministro Gian Marco Centinaio – i numeri non devono servire per le classifiche, ma per consentire agli operatori e alle istituzioni, oltre che al ministero, di poter programmare una politica turistica e di promozione del territorio realmente adeguata alle esigenze del turismo mondiale».

Gli ha fatto eco Giovanni Lolli, coordinatore della Commissione Turismo e presidente vicario della Regione Abruzzo, che ha aggiunto: «Si tratta di un risultato rilevante per il comparto che attraverso una moderna soluzione tecnica e qualificata attività concertativa, consentirà alle Regioni di disporre di dati più ampi e in tempo reale. Inoltre, anche le strutture recettive senza aggravi di costi potranno disporre di maggiori dati, facilità di rilevazione e velocità di trasmissione».

Attraverso il nuovo software, già operativo, sarà possibile ridurre anche i tempi di validazione dei dati da parte dell’Istat e consentire una più puntuale attività di elaborazione, studio e programmazione strategica da parte del ministero, delle Regioni e degli operatori di settore. Sarà, così, possibile arrivare a predisporre un database unico che operi su base nazionale e in tempo reale, veramente utile, oltre che per le analisi storiche, anche e soprattutto a livello previsionale.

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Andrea Lovelock
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