Sri Lanka, ondata di cancellazioni post attentati

Sri Lanka, ondata di cancellazioni post attentati
29 Aprile 07:00 2019 Stampa questo articolo

Un’ondata di annullamenti ha colpito lo Sri Lanka all’indomani degli attacchi terroristici della domenica di Pasqua. Secondo l’analisi di ForwardKeys, nei tre giorni immediatamente successivi agli attentati, le cancellazioni delle prenotazioni aeree sono aumentate dell’86,2% mentre contemporaneamente calavano le nuove prenotazioni.

Le maggiori cancellazioni, nell’ordine, sono arrivate da India, Cina, Regno Unito, Australia, Germania e Francia. Le prenotazioni per luglio e agosto, che fino al 20 aprile segnavano un +2,6% rispetto allo scorso anno, il 23 aprile erano scese dello 0,3%.

Prima delle atrocità della domenica di Pasqua, l’industria del turismo dello Sri Lanka mostrava una buona crescita. Le prenotazioni di voli per il Paese nel 2019 (tra il 1° gennaio e il 20 aprile) sono aumentate del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2018. I migliori risultati nel turismo arrivavano da Russia, Australia e Cina, con aumenti rispettivamente del 45,7%, 19% e 16,8%.

Jameson Wong ForwardKeys«Ciò che ha sofferto lo Sri Lanka è orrendo e il nostro cuore va a tutte le vittime, alle loro famiglie e al popolo dello Sri Lanka – dichiara Jameson Wong, direttore business development Apac di ForwardKeys – Al momento è troppo presto per prevedere l’effetto che avrà sul turismo, poiché l’ondata iniziale di annullamenti riguarda i viaggi programmati a breve termine».

Wong analizza la situazione facendo paragoni con altri gravi episodi di attentati: «Se guardiamo indietro ad atti passati di terrorismo, è interessante notare quanto possano essere diversi gli impatti – aggiunge – Sulla scia dell’assedio al centro commerciale di Westgate a Nairobi, le prenotazioni subirono un collasso simile nell’immediato; tuttavia, in meno di due settimane, gli arrivi internazionali sono tornati a crescere. In confronto, ci sono voluti più di tre anni per vedere una ripresa del turismo tunisino dopo il massacro sulla spiaggia di Sousse nel 2015. Monitoreremo la situazione».

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