Slovenia, Aljoša Ota: «Crisi durissima, ma abbiamo gli strumenti per ripartire»

Slovenia, Aljoša Ota: «Crisi durissima, ma abbiamo gli strumenti per ripartire»
17 Febbraio 12:30 2021 Stampa questo articolo

La Slovenia snocciola i numeri del turismo 2020, precipitato a causa della pandemia nella peggiore crisi mai vista.

Unwto stima un calo del 74% degli arrivi internazionali nel 2020 e, a livello globale, una perdita che sfiora il miliardo di arrivi internazionali. A rischio tra i 100 e i 120 milioni di posti di lavoro; con il Covid-19 che per l’economia globale rappresenta uno choc di portata dieci volte maggiore rispetto alla crisi finanziaria del 2008/2009. Il turismo mondiale è tornato ai livelli di 30 anni fa e Unwto prevede che i numeri del 2019 possano essere recuperati tra il 2023 e il 2024.

Passando dal globale al dettaglio del Paese, la Slovenia risente particolarmente dell’impatto della pandemia, visto che il settore turistico contribuisce al Pil per il 9,9%, impiegando il 6,5% della popolazione attiva, con un effetto moltiplicatore su altre attività.

La prima ondata di Covid ha fermato i flussi per 3 mesi, la seconda ha paralizzato il turismo: il Paese ha registrato un 51% di arrivi totali in meno nel 2020 e un calo di oltre il 42% dei pernottamenti totali.

I turisti stranieri sono diminuiti fino al 74% e i pernottamenti del 71%. Il forte calo è stato parzialmente compensato dalla crescita dei turisti nazionali, che hanno generato fino al 21% in più di arrivi e il 33% in più di pernottamenti rispetto al 2019.

Gli ospiti domestici hanno generato il 60% di tutti gli arrivi e il 64% di tutti i pernottamenti turistici nel 2020 (nel 2019 la quota era del 28%).

Il mercato italiano occupa, attualmente, il secondo posto per numero di ospiti, dopo la Germania. L’Austria è, invece, seconda per numero di pernottamenti. La Croazia è al quarto posto in termini di arrivi e pernottamenti, seguita da Ungheria e Paesi Bassi. Repubblica Ceca, Serbia, Francia e Bosnia ed Erzegovina sono tra i primi dieci paesi in termini di arrivi e pernottamenti.

Tra le destinazioni, i comuni di montagna hanno registrato la maggior parte dei pernottamenti (31%), seguiti dai comuni costieri (24%) e dai comuni termali (24%).

Durante l’estate, grande richiesta di pernottamenti negli agriturismi, nei glamping resort e negli alloggi boutique, soprattutto grazie ai voucher emessi dal governo.

Nel 2020, il settore ha fatto registrare il primo calo di arrivi e pernottamenti dal 2009, con un traffico turistico oggi allo stesso livello di dieci anni fa. Con un -74% di arrivi internazionali, rispetto al 2019, la Slovenia è tra i Paesi europei più colpiti. Si prevede una ripresa in tempi medio-lunghi, legata a situazione epidemiologica, limitazioni ai viaggi, connettività e accessibilità dei trasporti, mutate abitudini di viaggio.

La pandemia ha colpito mete e operatori sloveni in modo eterogeneo. Tra i più danneggiati dalla crisi: le agenzie di viaggi e i tour operator, le guide turistiche, gli specialisti del Mice, hotel in città, vettori aerei e autobus, fornitori di servizi di ristorazione, attrazioni, cultura e fornitori di vacanze attive.

Il governo, il ministero dello Sviluppo economico e della Tecnologia, insieme ad altri ministeri, hanno adottato diverse misure per facilitare la sopravvivenza e garantire una ripresa più rapida. Anche l’Ente sloveno per il Turismo ha agito a livello centrale.

«Il turismo è l’industria slovena più colpita dalla pandemia con una perdita di 7 milioni di pernottamenti, tornando ai numeri di 10 anni fa; a prescindere dai tempi della ripresa, è fondamentale che i cambiamenti per aiutare il settore dopo la crisi siano fin da subito fruibili – afferma Aljoša Ota, direttore dell’Ente sloveno per il Turismo in Italia – L’Ente ha adattato le attività alle nuove condizioni di sicurezza fin dall’evolversi della pandemia e ha rafforzato i contatti con i mercati vicini e interni. Proprio per questo sono state lanciate piattaforme virtuali e abbiamo condotto 75 seminari aziendali online e webinar per partner commerciali stranieri. Abbiamo potenziato la comunicazione sui social media e segnato un record di quasi 5 milioni di interazioni sulla base di quasi 6.000 post. Molte altre iniziative sono in fase di definizione, pertanto crediamo di poter presto riconquistare la fiducia dei turisti internazionali».

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