Se il travel non ha ancora fatto i conti con la Brexit

by Andrea Lovelock | 2 Novembre 2021 12:30

Il pieno impatto della Brexit sull’industria dei viaggi globale non è stato ancora avvertito, perché “oscurato” dal devastante effetto dell’emergenza Covid-19. Questo rivela una ricerca presentata nel giorno di apertura del  Wtm London 2021, che ha coinvolto circa 700 professionisti senior provenienti da tutto il mondo, che hanno contribuito al Wtm Industry Report improntato sul sentiment percepito dalle imprese turistiche circa gli effetti della Brexit.

Quasi la metà (45%) ha dichiarato di non aver notato alcuna differenza nel 2021 a causa della Brexit. Di coloro che hanno riconosciuto un effetto Brexit, la risposta è stata nettamente negativa. Solo l’8% ha rilevato un impatto positivo rispetto al 24% che ne ha evidenziato uno negativo.

Il Regno Unito ha ufficialmente lasciato l’Unione Europea, con un accordo commerciale, alla fine del 2020, ma un articolo del Financial Times di quest’estate ha evidenziato la difficoltà nel separare l’impatto della Brexit e l’impatto del Covid sulle imprese turistiche Uk e su settori specifici,  sostenendo che “il quadro sul commercio e sull’occupazione è stato travolto dall’impatto economico della pandemia di Covid-19”.

Rimane comunque il dato di fatto che l’accordo commerciale Regno Unito/Ue ha già portato ad alcune modifiche normative che prima o poi avranno un impatto sui viaggi in entrata e in uscita tra il Regno Unito e gli altri Stati membri. Molti dei maggiori operatori di telefonia mobile del Regno Unito, ad esempio, hanno annunciato la fine del roaming senza sovrapprezzo per i viaggiatori, come previsto dalla legge quando il Regno Unito faceva parte dell’Ue ed inevitabilmente questo cambiamento aumenterà il costo di un viaggio per molti e danneggerà l’esperienza nella destinazione per alcuni.

Così come è presumibile che i potenziali problemi relativi alle date di scadenza del passaporto, alle patenti di guida, all’assicurazione, ai livelli di personale nei resort, alle linee di immigrazione negli aeroporti e altro ancora, persisteranno  anche nel 2022 oltre ai problemi  derivanti dal Covid-19.

Ci sarà quindi un impatto combinato Brexit/Covid sulle imprese e sui consumatori ed anche il reclutamento del personale sarà diverso, mentre rimarranno le complessità relative a tasse, rimborsi, adempimenti e contabilità transfrontalieri.

Per Simon Press, exhibition director, Wtm London: «In una certa misura, l’industria finora ha evitato il  fattore Brexit perché la crisi di Covid ha oscurato e dominato quella che sarebbe stata la prima stagione estiva di punta dell’era Brexit. Ma quando le restrizioni di Covid inizieranno ad allentarsi, le preoccupazioni relative alla Brexit su visti, protezioni finanziarie, sicurezza, indennità esentasse, copertura sanitaria e così via torneranno alla ribalta. Questi cambiamenti dovranno essere considerati e applicati nel contesto del panorama dei viaggi post-Covid. A conti fatti l’intero settore dei viaggi e turismo dovrà prepararsi di nuovo per la Brexit, in termini non solo  commerciali, ma anche nelle relazioni con la clientela e la diffusione di nuove procedure operative. Wtm London sta già supportando e continuerà a offrire spunti e formazione sulla Brexit nel mondo dei viaggi».

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