Se Covid e caro bollette soffocano le adv

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17 Gennaio 09:59 2022 Stampa questo articolo

La crisi del turismo è ormai la priorità di Carlo SangalliTorna ripetutamente sul tema il presidente di Confcommercio. Lo fa anche nell’ultima intervista rilasciata domenica al quotidiano Il Messaggero, chiedendo più fondi per il settore e il rinnovo della Cig.

«La recrudescenza della pandemia, a causa della variante Omicron, sta già provocando pesanti impatti su tanti settori del terziario di mercato. In particolare sulla filiera turistica – denuncia – Sono a rischio chiusura migliaia di imprese: dagli alberghi alle agenzie di viaggi, dai tour operator alla ristorazione e all’intrattenimento con la situazione drammatica delle discoteche. Occorre – più che urgentemente – un nuovo ciclo di cassa integrazione Covid con efficacia retroattiva dal primo gennaio».

Un quando per le aziende che si complica, tra l’altro, con i nuovi prezzi alle stelle dell’energia. «La crescita dell’inflazione, innescata dai prezzi delle materie prime, pesa, in particolare per via dei rincari delle bollette, sui consumi delle famiglie e aggrava i costi a carico del sistema imprenditoriale», afferma Sangalli, secondo cui «per contrastare il caro bollette non bastano i pur importanti stanziamenti – circa 8 miliardi di euro – fin qui disposti dal governo. Servono misure strutturali. In particolare, occorre affrontare il tema della riduzione della dipendenza dalle forniture estere. Una dipendenza che rende il nostro Paese vulnerabile e particolarmente esposto a forti oscillazioni dei prezzi delle materie prime».

Il presidente di Confcommercio affronta anche il tema della moratoria dei prestiti bancari da rinnovare. «La nuova ondata Covid, il caro energia senza precedenti e l’inflazione vanno a impattare sui già pesanti impegni finanziari assunti dalle imprese nel biennio della pandemia. Una situazione allarmante che rilancia l’esigenza di rafforzare gli strumenti di garanzia dei prestiti e delle moratorie per le rate in scadenza. La priorità – conclude – è certamente quella di estendere la moratoria dei debiti bancari avviata con il decreto Cura Italia. Un impegno che va rapidamente negoziato anche a livello europeo con l’Eba, l’autorità bancaria competente. L’obiettivo deve essere quello di ridare ossigeno alle imprese».

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