Scarsa trasparenza: l’Antitrust multa eDreams, Lastminute e altri 4 portali

Scarsa trasparenza: l’Antitrust multa eDreams, Lastminute e altri 4 portali
17 Gennaio 07:22 2018 Stampa questo articolo

Ammontano ad oltre quattro milioni di euro le multe comminate dall’Antitrust a sei portali online di viaggio con l’accusa di scarsa trasparenza e commissioni occulte sui pagamenti con carte di credito. Gli accusati sono i siti www.it.lastminute.com, www.volagratis.com, www.opodo.it, www.govolo.it, www.edreams.it, www.gotogate.it oggetto di altrettante sei istruttorie.

Al centro dell’accusa ci sono le informazioni non immediatamente chiare per i consumatori, la difficoltà a individuare le responsabilità delle piattaforme di intermediazione rispetto a quelle delle strutture turistiche e la discussa pratica di applicare un sovrapprezzo (credit card surcharge) in relazione alla carta di pagamento utilizzata per gli acqusti.

“Le indagini sono state avviate anche sulla base di segnalazioni pervenute da associazioni di consumatori e ad esito dello Sweep 2016, cioè dell’attività di verifica di 352 siti web di comparatori turistici nell’Ue coordinata dalla Commissione europea – riporta la nota dell’Autorità – Sui citati siti internet, l’Autorità ha riscontrato la presenza di informazioni non sufficientemente trasparenti e di immediata comprensione per il consumatore, che ostacolavano l’esercizio dei relativi diritti, riferite alle responsabilità del soggetto che offre il servizio di intermediazione, all’identità della piattaforma per le prenotazioni alberghiere, ai criteri in base ai quali sono calcolati gli sconti praticati”.

“Continua così l’azione di contrasto ad una pratica che frena lo sviluppo del commercio elettronico e impone un costo di transazione al quale i consumatori non sono in grado di sottrarsi, se non scegliendo forme di acquisto e pagamento più disagevoli”, rimarca l’Autorità che sottolinea, inoltre, come in alcuni casi “è stata ritenuta illecita anche la previsione di un numero per l’assistenza telefonica post vendita a tariffazione maggiorata e l’assenza di un indirizzo elettronico che il consumatore può utilizzare per comunicare efficacemente con il professionista”.

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