A Sassari nasce il primo museo minerario in realtà aumentata

A Sassari nasce il primo museo minerario in realtà aumentata
19 Luglio 09:02 2019 Stampa questo articolo

Il prossimo 28 luglio sarà ufficialmente inaugurato il Mar-Miniera Argentiera, il primo museo minerario a cielo aperto in realtà aumentata, sostenuto dal Comune di Sassari in collaborazione con LandWorks, il contributo del Parco Geominerario e realizzato dai partner di LandWorks Plus (LW+) e Bepart. 

locandina-marUna tre giorni alla scoperta di un tour innovativo che coniuga la memoria storica e mineraria con l’esplorazione artistica offerta dalle innovazioni tecnologiche. Il percorso parte dall’antica Laveria, con la visita alla mostra permanente e il racconto storico dell’ex borgo minerario, e prosegue snodandosi attraverso i principali edifici e i vecchi ruderi della borgata, che si popolano di grandi installazioni artistiche, memorie di ieri e oggi sulla miniera, pensate per svelare un ulteriore racconto in realtà aumentata visibile all’occhio umano grazie alla tecnologia dell’app di Bepart che può essere scaricata gratuitamente sul proprio smartphone.

Visitare il MAR – Miniera Argentiera è semplice. Basta un tablet/smartphone, consultare la mappa delle quattro installazioni posizionate lungo il percorso e poi inquadrare con il proprio dispositivo su ciascun edificio il poster con l’app per vederlo animarsi e dare vita all’opera digitale. E, perché no, fotografare e condividere l’esperienza sui profili social con l’hashtag #marargentiera.

Per la realizzazione delle opere sono stati coinvolti, attraverso una call nazionale, quattro artisti e professionisti della creatività digitale con background e competenze differenti: Francesco Clerici, Adolfo Di Molfetta, Milena Tipaldo e Andrea Zucchetti. Lo scorso maggio, durante due settimane di residenza artistica all’Argentiera, gli artisti hanno avuto la possibilità di conoscere più da vicino la storia di questo straordinario luogo e, grazie al coinvolgimento della comunità locale, hanno dato vita a quattro opere fisiche in paste up art e quattro opere di animazione digitale, che sono diventate parte integrante del percorso. 

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