Salta la licenza per gli affitti brevi: il rammarico di Federalberghi

Salta la licenza per gli affitti brevi: il rammarico di Federalberghi
30 Gennaio 15:36 2020 Stampa questo articolo

Ha avuto vita breve l’emendamento per gli affitti brevi, la modalità alla quale son legate le attività preminenti di Airbnb e Booking: presentato da due deputati del Pd, l’emendamento al dl Milleproroghe è stato ritirato in poche ore. Il provvedimento prevedeva la possibilità per i Comuni di consentire l’affitto turistico di breve periodo solo dopo il rilascio di un’apposita licenza speciale e comunque stabilendo anche un tetto massimo al numero dei permessi.

Sulla falsariga di quanto già disposto, ad esempio, a New York, dove sono previste pesanti sanzioni a chi offre affitti brevi superando il tetto delle 30 notti, l’orientamento era quello di regolamentare il mercato dominato da operatori come Airbnb nel mirino delle categorie di albergatori perché secondo loro operano di fatto senza regole ed evadono tasse per decine di milioni di euro.

Sulla vicenda è intervenuto anche Marco Celani, ad di Italianway e portavoce delle associazioni nazionali Italia Startup e Startup Turismo, che ha colto l’occasione per apprezzare il ritiro di tale emendamento, aggiungendo che è giunto il momento di fare il punto sul settore, fornendo il dato di riferimento che lo short term nei soggiorni oggi in Italia vale circa 2,5 miliardi di euro e che è bene «chiedere alla politica di istituire una cabina di regìa che si lasci guidare da imprenditori virtuosi, mettendo da parte proposte estemporanee che non giovano a nessuno».

Nei prossimi giorni, sempre nella veste di portavoce incaricato del settore, Celani ne discuterà con la sottosegretaria Lorenza Bonaccorsi che ha la delega per il turismo e con gli assessori al Turismo delle cosiddette top destination, a partire dalla Capitale.

Intanto, fin troppo esplicito il disappunto per il ritiro del provvedimento espresso da Federalberghi. Il direttore generale Alessandro Nucara, ha rilasciato a L’Agenzia di Viaggi un commento circostanziato: «L’Italia è l’unico paese dove non si riesce a prendere una decisione. Ad Amsterdam ogni appartamento non può essere affittato per più di 30 giorni all’anno, a Ginevra il limite è di 60 giorni, a Londra e a Madrid è di 90 giorni. Che sia chiaro: l’iniziativa economica è libera, ma se vuoi fare l’affittacamere, prendi una licenza e lavori 365 giorni l’anno. In Italia, invece, assistiamo al continuo rimpallo di competenze fra Stato e Regioni e rinvii da una legislatura all’altra. È dal settembre 2017 che attendiamo una definizione dei criteri da parte del Mef riguardo all’attività di locazione breve svolta in forma imprenditoriale e a luglio del 2019 avrebbero dovuto veder la luce la banca dati e il codice identificativo».

Nucara ha poi aggiunto che «ora il governo ha dichiarato che la materia verrà inserita nel disegno di legge sul turismo collegato alla manovra. Ciò comporterà tempi più lunghi rispetto al Milleproroghe. Questa è un’occasione mancata e siamo rammaricati di questo stop che avrebbe mandato un segnale concreto e che sarebbe stato un atto immediatamente operativo. Federalberghi ha già inoltrato le sue proposte e siamo pronti al confronto, ma bisogna urgentemente passare dalle parole ai fatti».

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Andrea Lovelock
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