Sabre-Farelogix, stop dell’amministrazione Usa

Sabre-Farelogix, stop dell’amministrazione Usa
23 agosto 09:04 2019 Stampa questo articolo

Il Dipartimento di Giustizia statunitense si mette di traverso relativamente all’acquisizione di Farelogix da parte di Sabre. La maxi operazione, annunciata lo scorso novembre, sembrava ormai in via di chiusura, ma poche ore fa l’amministrazione Usa ha annunciato l’intenzione di presentare causa civile presso l’Antitrust contro il gigante della distribuzione e della tecnologia dei viaggi, bloccandone il closing.

L’azienda di Southlake, in Texas, a novembre del 2018 aveva annunciato di avere raggiunto un accordo (la cifra era di 360 milioni di dollari) per acquisire il 100% Farelogix, società americana specializzata nella creazione di software e prodotti tecnologici già utilizzati da alcune delle più importanti compagnie aeree a livello mondiale. Farelogix, leader nella proposta di contenuti Ndc per le compagnie aeree, è la grande scommessa di Sabre proprio per fronteggiare il cambiamento imposto dal nuovo protocollo di distribuzione Iata.

Per il Dipartimento di Giustizia, però, le due realtà sono concorrenti e offrono lo stesso servizio alle compagnie aeree e alla distribuzione e l’acquisto da parte di Sabre mirerebbe ad “eliminare un competitor innovativo” da parte di un’azienda che avrebbe così un ruolo predominante nel mercato.

Proprio in vista di questo pronunciamento, Sabre aveva già annunciato la scorsa settimana che la data del closing con Farelogix sarebbe stata posticipata al 30 aprile 2020 così da avere tutto il tempo possibile per risolvere eventuali rilievi avanzarti dall’amministrazione Usa.

Rilievi, però, che ora sembrando più grossi del previsto. «Se autorizziamo l’operazione, questa acquisizione porterà a un aumento dei prezzi, a una minor qualità dell’offerta e a una minore innovazione sia per le compagnie aeree che per il consumatore americano», ha detto Makan Delrahim, che è a capo della divisione Antitrust del Dipartimento di Giustizia.

L’amministrazione Usa non è stata clemente con l’azienda texana, sottolineando – secondo l’agenzia Reuters – che per anni Sabre è stato il provider dominante nei sevizi di booking negli Usa con oltre il 50% delle prenotazioni di biglietteria aerea presso le agenzie di viaggi, operando “per molti anni con una tecnologia datata e opponendosi a un rinnovamento tecnologico”. Mentre Farelogix sarebbe “una compagnia altamente innovativa che ha sostenuto l’evoluzione tecnologica per le compagnie aeree e i loro consumatori”.

Il Dipartimento di Giustizia, infine, ha aggiunto, che proprio le compagnie aeree nel corso di questi anni  avrebbero beneficiato del successo del servizio di Farelogix per negoziare tariffe più basse con Sabre. La compagnia texana, dal canto uso, ha annunciato ricorso contro la decisione dell’amministrazione Trump sottolineando come la scelta del Dipartimento sia figlia di una “fondamentale incomprensione dell’industria” del travel.

Sabre, infatti, sostiene che il business delle due imprese sia complementare. «Negli ultimi due anni abbiamo messo a punto una nuova strategia che include il rinnovamento del nostro management per concentrarci soprattutto sull’evoluzione della tecnologia che sta alla base del nostro ecosistema – ha sottolineato Sean Menke, presidente e ceo di Sabre – Per venire incontro alla necessità di unire le mutevoli aspettative dei viaggiatori e la crescita dei profitti, le compagnie aeree hanno bisogno di un partner tecnologico che offra già oggi le tecnologie di domani. Questo è l’obiettivo della joint venture tra Farelogix e Sabre: guidare l’innovazione con una tecnologia all’avanguardia che permetta ai vettori di offrire un miglior servizio ai clienti senza trascurare il valore del business».

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