Ryanair, Trapani non riaprirà:
«In fumo 820 posti di lavoro»

Ryanair, Trapani non riaprirà: <br>«In fumo 820 posti di lavoro»
27 febbraio 17:43 2018 Stampa questo articolo

L’hashtag che da giorni circola in rete è #SalviamoBirgi. La notizia, ora confermata da una nota ufficiale Ryanair, è la cancellazione definitiva della base di Trapani, già chiusa a ottobre scorso. Nessuna riapertura è prevista la prossima estate, a seguito della decisione dell’aeroporto siciliano “di annullare il bando di gara per la promozione delle rotte”, ovvero quello per le operazioni di comarketing.

“I tre aeromobili basati a Trapani la scorsa estate – precisa la compagnia guidata da Michael O’Leary – saranno ricollocati in altre destinazioni del network e, purtroppo, questo si tradurrà nella perdita di 18 rotte, circa 1,1 milioni di passeggeri all’anno e 820 posti di lavoro in loco”.

«Siamo dispiaciuti che la base non riaprirà nell’estate 2018 – dichiara David O’Brien, chief commercial officer del vettore irlandese – Ryanair continuerà a operare quattro rotte da Baden Baden, Milano Bergamo, Francoforte Hahn e Praga verso Trapani da altre basi del network: la decisione dell’aeroporto comporta ora che l’investimento di Ryanair di 300 milioni di dollari in aeromobili dovrà essere allocato altrove».
La speranza è, ora, «che questi tagli a Trapani possano essere rivisti nel corso del prossimo anno, e continueremo a discutere con l’aeroporto per verificare se e come ripristinare la crescita».

All’inizio di febbraio, il Tar di Palermo aveva accolto il ricorso di Alitalia contro il bando indetto da Airgest, la società di gestione dell’aeroporto di Trapani Birgi, per garantire l’operatività dello scalo per i prossimi 28 mesi. Il pronunciamento dei giudici amministrativi, si legge sul Giornale di Sicilia, ha bloccato i lavori della commissione giudicatrice del bando che era impegnata nell’esame della documentazione pervenuta da parte di Ryanair, “la sola compagnia aerea che aveva presentato offerta di partecipazione alla procedura ristretta entro i termini”.

Forte il grido di protesta degli operatori ricettivi locali, in particolate l’Associazione strutture turistiche marsalesi che chiede “un intervento forte per sbloccare lo stato di stallo in cui si trova l’aeroporto di Birgi”.
Nel frattempo l’assemblea dei soci di Airgest ha nominato un nuovo consiglio d’amministrazione, che vede il ritorno alla presidenza di Paolo Angius, affiancato da Elena Ferraro e Saverio Caruso. La stagione estiva è alle porte e la sfida è salvare Birgi e tutta l’economia che gli ruota intorno.

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