Ryanair chiude tre basi e riduce i voli invernali al 40%

Ryanair chiude tre basi e riduce i voli invernali al 40%
16 Ottobre 12:49 2020 Stampa questo articolo

Un altro passo indietro significativo per il trasporto aereo europeo. Ryanair ha infatti annunciato che – a causa delle ulteriori restrizioni ai voli imposte da alcuni governi dell’Ue – ridurrà i viaggi aerei da / verso gran parte dell’Europa centrale, Regno Unito, Irlanda, Austria, Belgio e Portogallo.

Una mossa che porta alla riduzione della capacità invernale dal 60% al 40% rispetto allo scorso anno. Ryanair, inoltre, prevede di mantenere fino al 65% del suo network di rotte invernali, ma con frequenze ridotte e chiuderà le basi di Cork, Shannon e Tolosa. La compagnia aere irlandese, infine, ha annunciato anche importanti riduzioni del numero di aeromobili basati in Belgio, Germania, Spagna, Portogallo e a Vienna.

Con questa capacità invernale notevolmente ridotta e un load factor del 70% circa, Ryanair prevede che il traffico per l’intero anno scenderà a circa 38 milioni di passeggeri.

«Abbiamo continuato a riadattare la nostra capacità in settembre e ottobre, considerando sia le condizioni di mercato, sia le mutevoli restrizioni governative, con l’obiettivo di mantenere un load factor del 70%, che ci consente di operare il più vicino possibile al pareggio e ridurre al minimo il cash burn – sottolinea il ceo di Ryanair, Michael O’Leary – Sebbene la situazione Covid rimanga mutevole e difficile da prevedere, ora dobbiamo ridurre le nostre previsioni di traffico per l’intero anno a 38 milioni di passeggeri. Siamo profondamente rammaricati per questi tagli all’operativo invernale, che sono stati imposti dalla cattiva gestione del trasporto aereo in Europa da parte di alcuni governi. Il nostro obiettivo continua ad essere quello di mantenere un operativo ampio per tenere in attività i nostri aerei, i nostri piloti e il nostro equipaggio riducendo al minimo le perdite di posti di lavoro».

Per O’Leary sarà comunque inevitabile la necessità di ulteriori tagli che portano anche a più congedi non retribuiti e condivisione del lavoro «in quelle basi in cui abbiamo concordato una riduzione dell’orario di lavoro e della retribuzione, un risultato migliore a breve termine rispetto alla perdita di massa di posti di lavoro. Ci saranno purtroppo più licenziamenti per quel piccolo numero di basi dove non abbiamo ancora raggiunto un accordo sull’orario di lavoro e sui tagli salariali dell’equipaggio di cabina, che è l’unica alternativa. Nel frattempo, esortiamo tutti i governi dell’Ue ad adottare integralmente ed uniformemente il sistema “a semaforo” della Commissione Europea, che consente di continuare a viaggiare in sicurezza tra gli Stati dell’Ue su base regionale (senza limitazioni di viaggio contraddittorie) per quei paesi e regioni d’Europa, che sono in grado di dimostrare che il loro tasso di casi Covid è inferiore a 50 per 100.000 abitanti».

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