Roma, primo Keesy Point a Trastevere per 1600 home sharing

Roma, primo Keesy Point a Trastevere per 1600 home sharing
14 Dicembre 07:00 2017 Stampa questo articolo

Dopo Firenze, Keesy ha scelto Roma. È in Viale Trastevere 148 che nasce il secondo Keesy Point d’Italia, una struttura videosorvegliata e creata ad hoc per il settore dell’home sharing, che permette di effettuare autonomamente il servizio di check in e check out e si rende disponibile agli ospiti 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno.

Il suo funzionamento è semplice: il guest può accedervi avviando le varie operazioni tramite un codice riservato e condiviso con l’host. All’interno del punto ci si potrà far aiutare da un’assistenza bilingue in remoto, ci sarà il wifi gratuito e non mancheranno delle prese per ricaricare i propri smartphone. Inoltre, non soltanto si potranno ritirare o riconsegnare le chiavi della struttura scelta per soggiornare ma si potrà anche optare per il deposito bagaglio. E, in tempo reale, verranno portati a termine tutti gli adempimenti burocratici legati all’accoglienza, dalla scansione dei documenti di identità all’invio di tutto il necessario alla questura, passando per il pagamento della tassa comunale di soggiorno o per quello dei servizi di pulizia. Sempre in perfetta autonomia.

Keesy, fondata da Patrizio Donnini, rappresenta una soluzione innovativa nell’ambito extra alberghiero, facendo della flessibilità, della sicurezza e dell’efficienza i propri pilastri, con il digitale al centro della gestione dei rapporti tra chi ospita e chi soggiorna.

«Anche per quanto riguarda il pagamento abbiamo escluso i contanti, proprio per continuare a spingere verso quella che ormai sembra essere la direzione del mercato, sempre più digital. Il nostro servizio brucia sicuramente i tempi, considerando che per completare le varie operazioni non si superano i cinque minuti, e inoltre vuole vincere la sfida legata alla fiducia tra host e guest, senza dover passare per forza dal contatto fisico. Alla fine, se ci pensiamo bene, ormai siamo autonomi un po’ ovunque: al supermercato, in banca, o anche dal benzinaio», ha detto il ceo.

L’apertura del secondo Keesy Point a Roma non è certo casuale se si considerano gli oltre 3 milioni di pernottamenti disponibili nella città, attraverso più di 25mila strutture ricettive tra b&b e appartamenti gestiti da 11mila host. È proprio Trastevere uno dei quartiere a più alta densità per questa tipologia di business con le sue circa 1.600 case a uso home sharing per un totale di 900 host.

E il piano di espansione redatto da Patrizio Donnini guarda sì all’Italia, ma non tralascia assolutamente l’estero, così se nel 2018 si prospetta l’apertura di altri tre Keesy Point – a Roma vicino la Stazione Termini, a Milano (tra fine dicembre e inizio gennaio) e a Venezia (entro fine gennaio) – seguiranno anche le inaugurazioni in Spagna, Francia e Inghilterra, perseguendo la strada verso la realizzazione di 30 punti entro il 2019.

Le stime parlano di almeno 5mila utenti che usufruiranno del servizio il prossimo anno con un fatturato annuo superiore ai 2 milioni di euro. Infine è stato ideato anche Keesy Rider, servizio su misura per l’host che consente di far ritirare le chiavi dell’alloggio per suo conto da un addetto, che le consegna direttamente al Keesy Point o gliele riporta a seguito del deposito del guest.

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Giulia Di Camillo
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