Roma, maxi protesta contro il Piano Bus 2019

Roma, maxi protesta contro il Piano Bus 2019
06 Giugno 13:57 2018 Stampa questo articolo

Rispedito al mittente dalle associazioni di categoria dei bus turistici il Piano Pullman di Roma per il 2019, che prevede il rilascio di un massimo di 30 permessi giornalieri, la chiusura di buona parte del centro storico e l’aumento del 1500% delle tariffe sui permessi. Le associazioni chiedono l’apertura di un tavolo di confronto, organizzando anche una manifestazione al Campidoglio per dare un segnale forte alla giunta capitolina “colpevole di aver semplicemente notificato alle categorie interessate un Piano realizzato senza criteri di logica”.

I rappresentanti Anav, Fiavet, Anstra, Anc Trasporti, Emet e Federagit hanno evidenziato le lacune, gli errori di valutazione e le incongruenze del Piano che se dovesse entrare in vigore, come previsto, nel gennaio 2019, metterà in ginocchio l’incoming organizzato nella Capitale, con oltre 5 milioni di turisti all’anno per un fatturato che sfiora i 2,5 miliardi di euro. Inoltre, molte aziende di bus turistici saranno costrette a licenziare centinaia di addetti.

Franco Titti di Anstra, Associazione nazionale servizi trasporto autonoleggi, propone al sindaco di Roma, Virginia Raggi, lo studio condiviso con le categorie di un Piano Sperimentale per attuare realmente una mobilità sostenibile e mettere riparo anche a una segnaletica carente e dannosa. Mentre Massimo Cenciotti, di Emet Bus, evidenzia come la delibera del 10 maggio con la quale è stato varato il Piano è stata presentata come la sluzione nell’interesse pubblico, ma così facendo si mettono a piedi milioni di turisti costringendoli a utilizzare i mezzi pubblici dell’Atac che sono tra i più inquinanti.

Francesca Duimich, di Federagit-Confesercenti Roma, rincara la dose sostenendo che “non si può chiedere ai turisti di compiere percorsi a piedi quando già effettuano dalle 2 alle 3 ore di passeggiate nella Capitale ed è impensabile ipotizzare l’uso di mezzi Atac da parte degli ospiti, perchè la rete di bus pubblici non reggerebbe l’impatto di utilizzo delle decine di migliaia di turisti che ogni giorno visitano la capitale”. Preoccupazioni arrivano anche da Giancarlo Iacuitto, vice presidente di Fiavet Lazio, che ha sottolineato come alle prossime fiere specializzate molti partner operatori esteri chiederanno conto della situazione a Roma e di fronte a queste limitazioni potrebbero scoraggiare la visita nella Capitale in certe condizioni.

E infine Carlo Maiotti, amministratore unico di Gamma Travel, che ha ricordato come i bus turistici, secondo una recente ricerca dell’Università La Sapienza di Roma sulla mobilità nella Capitale, sono i meno inqunanti, e mette in rilievo la diversità di approccio rispetto ad altre città europee: a Londra, Parigi, Berlino e Stoccolma le municipalità locali considerano il bus turistico una risorsa pe ridurre il traffico, l’inquinamento, contribuendo non solo allo sviluppo del turismo, ma anche generando benefici all’economia locale.

L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

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