Riaperture sì, ma non troppo

Riaperture sì, ma non troppo
23 Aprile 11:44 2021 Stampa questo articolo

“Cambiare tutto per non cambiare niente”, scriveva Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo. E così, dopo un anno in cui tutto è cambiato – tra Covid (già coronavirus), lockdown, bonus vacanze, fondo perduto, tamponi rapidi o molecolari, giallo, arancione e rosso, avvicendamento Conte-Draghi al governo, vaccini Sars-CoV-2, passaporti sanitari – si ritorna al trending topic di questo stesso periodo del 2020: #riaperture. Con la speranza che sia la volta buona.

“Riaperture: sì, ma…” potrebbe essere la sintesi dell’ultimo decreto approvato dal Consiglio dei ministri che ha avviato la ripartenza graduale dal 26 aprile, ovvero un allentamento delle misure di contrasto al Covid, però proroga lo stato di emergenza al 31 luglio. Provvedimento dettato dall’andamento epidemiologico, ma che di fatto continua a generare incertezza – anche psicologica – soprattutto sul fronte dei viaggi, come ha ben descritto Gabriele Burgio, presidente e ad di Alpitour. Ma intanto si comincia, previa mascherina, igienizzazione generale, distanza.

Oggi la riapertura passa dal pass – il gioco di parole è d’obbligo – una carta verde per gli spostamenti sulla scia del Digital Green Certificate europeo, prima rincorso poi sorpassato dall’Italia. Con il ritorno di alcune regioni gialle e della libera circolazione tra queste, il lasciapassare servirà a raggiungere anche le regioni rosse o arancioni. Chi non è vaccinato o guarito dal Covid nell’arco di sei mesi, dovrà certificare l’esito del test rapido o molecolare effettuato entro le 48 ore precedenti allo spostamento.

Riaperti già dal 26 i ristoranti a pranzo e a cena, segnale incoraggiante quantomeno per il turismo domestico, purché abbiano i tavoli all’aperto. E pure teatri, cinema, sale da concerto, con posti preassegnati e distanziati ed eventi riservati a chi ha il green pass. Dal 1° giugno, ma solo per pranzo, via libera anche ai ristoranti al chiuso. Prorogato però il coprifuoco alle 22, nonostante le pressioni di buona parte delle forze politiche e delle regioni; un provvedimento passibile di nuova valutazione del governo, probabilmente a metà maggio (potrebbe slittare alle 23), in base alla curva dei contagi e all’indice Rt. Se non dovessero esserci novità, verrà confermato fino al 31 luglio.

Tornano le fiere dal 15 giugno; congressi, convegni, parchi divertimento e stabilimenti termali (quelli ancora chiusi perché non offrono prestazioni sanitarie) dal 1° luglio. Una ripartenza in due step della live industry che ha suscitato alcuni mal di pancia.

Sarà l’estate della prossimità – ma soprattutto dei tamponi – e infatti, c’è chi come Maavi chiede all’esecutivo proprio l’istituzione di un bonus tamponi che vada a compensare i costi di screening legati al pass. Si aspetta poi di capire se ci sarà davvero un piano italiano per le isole Covid free e invece, sul fronte outgoing, si tenta ancora il rilancio e arriva la richiesta del presidente di Astoi Pier Ezhaya di stabilire un protocollo uniforme per i voli Covid tested, se non dovessero decollare i corridoi turistici.

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Claudia Ceci
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