Regime speciale Iva, è il momento di cambiare

Regime speciale Iva, è il momento di cambiare
16 Febbraio 09:29 2018 Stampa questo articolo

«La recente sentenza della Corte di Giustizia europea (Causa C-380/16) di condanna della Germania riaccende i riflettori sulla necessità di modernizzare il regime speciale Iva per le imprese di viaggi». A dirlo a L’Agenzia di Viaggi Magazine è Pierluigi Fiorentino, delegato Confturismo al comitato fiscale dell’Ectaa e consulente fiscale di Fto – Federazione del Turismo Organizzato, aderente a Confcommercio.

Una sentenza che fa riemergere il tema della distorsione nella concorrenza tra le imprese di viaggi e gli altri fornitori di servizi.

«Oggi – spiega l’esperto – l’impresa di viaggi che organizza un congresso “tutto compreso” è costretta ad applicare il regime speciale Iva che non consente il recupero dell’imposta da parte del cliente azienda o di dover modificare il proprio modello di business per restare competitiva».

La posizione di Fto è di modificare il regime speciale Iva consentendo alle imprese di scegliere regole ordinarie nel caso di prestazioni a clienti corporate per viaggi d’affari o per l’organizzazione di congressi, convegni ed eventi, consentendo così al cliente-azienda di poter recuperare l’Iva assolta sui servizi fruiti. Al contempo i tour operator che vendono a quotazioni nette alle adv potrebbero continuare ad applicare il regime speciale Iva.

La Commissione europea ha appena pubblicato lo studio commissionato a Kpmg sull’applicazione del regime speciale Iva per le imprese di viaggi nei Paesi membri e sulle possibili opzioni di riforma. «A tale studio – fa sapere Fiorentino – ha collaborato la stessa Fto con l’invio di numerosi questionari compilati dalle imprese associate alla federazione e importanti considerazioni giuridiche ed economiche».

Lo studio conclude che il regime speciale Iva è ancora idoneo allo scopo per il quale è stato creato circa 40 anni or sono, soddisfacendo gli obiettivi di semplicità per le imprese del settore e di ripartizione efficiente delle entrate tra gli Stati membri. «Tuttavia – ribadisce il consulente – tale regime è stato concepito in un contesto di mercato di gran lunga diverso. Ora deve essere modernizzato affinché continui a garantire semplicità ed efficienza per i prossimi anni in modo che siano risolti, tra i vari aspetti, almeno i due più importanti: siano eliminate le distorsioni alla concorrenza generate dal diverso trattamento fiscale delle operazioni B2B; non sussistano differenze tra operatori Ue ed extra Ue».

Sempre secondo Fiorentino, «i tempi sono finalmente maturi per riprendere il negoziato tra gli Stati membri per modificare le disposizioni comunitarie che disciplinano il regime speciale Iva affinché siano migliorate le condizioni di competitività per le imprese di viaggi rispetto alla situazione attuale».

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