Rebecchini (Cbrel): «La nostra strategia per il Mice nel Lazio»

Rebecchini (Cbrel): «La nostra strategia per il Mice nel Lazio»
12 febbraio 09:26 2019 Stampa questo articolo

Ambassador per il Mice a Roma e tavolo operativo permanente con le amministrazioni locali (Regione e Comune): questi i due passaggi chiave della strategia del Convention Bureau Roma & Lazio che, forte dei suoi 120 associati, ha fatto della trasversalità il punto forte della sua azione sul territorio e interlocuzione con gli amministratori locali.

Un’attività che, come spiega il presidente del Cb, Onorio Rebecchini, «vuole dare continuità e credibilità alla nostra offerta Mice sui mercati esteri. Il nostro organismo è sostanzialmente un facilitatore e come tale intende muoversi per portare a casa risultati concreti, ovvero congressi, eventi, operazioni incentive su tutto il territorio. Ci siamo strutturati con i club di prodotto proprio per presentare al meglio la nostra offerta, ma accanto all’organizzazione interna ci siamo subito mossi anche all’esterno nominando gli ambassador ovvero personaggi di alto profilo nel mondo della medicina, del Cnr e di altri comparti per promuovere e sostenere le candidature di Roma e altri luoghi laziali. Attività relazionale efficace e indispensabile per finalizzare gli eventi. E i risultati già si vedono: per giugno 2019 avremo il congresso internazionale dei young lawyer.»

Roma non è una metropoli facile: quali emergenze avete segnalato a Regione e Comune?    

«Le criticità ci sono e quelle che più ci preoccupano riguardano la mobilità e quindi il recente Piano Pullman, sul quale chiediamo al Comune una riflessione per rivederne le modalità. Anche noi siamo per una pianificazione ragionata, ma non per una preclusione totale e dannosa all’industria turistica e nello specifico al Mice. Se riusciamo a portare nella capitale eventi internazionali con centinaia o migliaia di ospiti, dobbiamo poi essere in grado di gestire al meglio l’accoglienza, l’ospitalità e la mobilità. Altro tema centrale è la valorizzazione della Fiera di Roma, perché si tratta di una location ottimale per eventi dai grandi numeri di partecipanti, ma con evidente deficit in termini di collegamenti. Ci sono anche punti a nostro favore come ad esempio la sicurezza, un ambito che ci vede più appetibili rispetto ad altre destinazioni internazionali.»

Riuscite a lavorare anche su territori decentrati e favorirne l’operatività nel Mice?

«Certamente sì: si va dal castello di Santa Severa a Tivoli con le sue ville patrimonio dell’Unesco, da Fiuggi ad altre aree come Artena e Oasi di Ninfa. Luoghi dove si può davvero sviluppare un Mice alternativo, e su questo stiamo lavorando con i vari associati. La nostra forza è proprio questa: poter mettere in campo una task force operativa ad ampio raggio. Un esempio su tutti è la filiera delle agenzie di viaggi specializzate nel Mice con le quali il nostro vice presidente Stefano Fiori ha avviato una proficua interlocuzione. All’interno del Cb Roma-Lazio possiamo contare su decine di agenzie, pco, incentive house e dmc.»

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Andrea Lovelock
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