Rapporto Aniasa, trend e numeri del rent a car

Rapporto Aniasa, trend e numeri del rent a car
08 maggio 12:56 2019 Stampa questo articolo

Ogni giorno per ragioni di business e turismo oltre 900mila persone utilizzano i servizi di noleggio a lungo termine, 130mila quelli di noleggio a breve termine e 33mila il car sharing. Per un totale di oltre 1 milione di veicoli in circolazione nel 2018, pari al 12% in più rispetto all’anno prima, e un fatturato vicino ai 7 miliardi di euro, in crescita del 10%.

È la fotografia scattata dalla 18ª edizione del Rapporto Aniasa, l’associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità (noleggio veicoli a lungo termine, rent-a-car, car sharing, fleet management e servizi di infomobilità e assistenza nell’automotive).

“Il noleggio – si legge nella ricerca – si conferma cartina di tornasole del quadro economico e del livello di fiducia del Paese, nonché pilastro del settore automotive (1 auto immatricolata su quattro è a noleggio) che costituisce l’11,1% del Pil e il 16,6% del gettito fiscale”.

IMMATRICOLAZIONI IN FRENATA. Il positivo andamento del 2018 – rileva ancora Aniasa – ha subito un deciso rallentamento nella seconda parte dell’anno con le immatricolazioni che, dopo anni di crescita a doppia cifra, hanno rallentato la corsa (482mila +0,4%), pur confermando la significativa incidenza sull’intero mercato automotive (quasi il 25%). I dati relativi al primo trimestre del 2019 hanno confermato la rilevanza del settore e il rallentamento del trend di nuove immatricolazioni (-14%).

Le scelte di 77mila aziende di ogni dimensione e di 2.900 pubbliche amministrazioni che si affidano al noleggio long term, cui si aggiungono nel 2018 i 5,3 milioni di contratti per esigenze di breve termine e i 12 milioni di noleggi del car sharing, testimoniano – secondo l’associazione – “i vantaggi della formula ormai entrata a far parte dello stile di vita di molti italiani”.

TENDENZE CAR SHARING. Il 2018 è stato un anno di crescita e consolidamento per il settore della mobilità condivisa: è cresciuto il numero di iscritti, ormai prossimo a quota 1 milione e 800mila. A fronte di una flotta stabile a 6.600 unità, il numero di noleggi è salito di circa il 27% rispetto al 2017, raggiungendo quota 12 milioni di contratti.

Milano e Roma si confermano regine dell’auto in sharing con 9,5 milioni di noleggi, oltre l’80% del totale. Oggi ci si affida a questo tipo di veicoli per necessità di lavoro o ricreative, tutti i giorni della settimana e nelle diverse fasce orarie, con un picco di utilizzo nella fascia pre-serale (16-19). L’utilizzatore medio è uomo (63% del totale, ma si registra un progressivo aumento del pubblico femminile) e ha poco più di 35 anni.

ARCHIAPATTI: «EVOLUZIONE INARRESTABILE». «I dati testimoniano l’inarrestabile evoluzione della mobilità italiana con il graduale passaggio dalla proprietà all’uso dei veicoli – dichiara il presidente Aniasa, Massimiliano Archiapatti – anche se il clima di incertezza economica e il quadro politico degli ultimi mesi stanno rallentando questa spinta innovativa. Se si apprezza sul fronte istituzionale la volontà di aggiornare un Codice della Strada fermo al 1992, che non considera l’evoluzione della sharing mobility e non contempla adeguatamente neanche il noleggio, non altrettanto può dirsi per misure poco efficaci come la normativa bonus-malus sull’auto».

I TREND DEL BREVE TERMINE. Riguardo ai noleggi a breve termine, il prezzo-per-giorno è diminuito, accompagnato da una robusta crescita dei volumi e da un allungamento della durata media, che di per sé produce una riduzione delle tariffe. Lo rileva il Rapporto Aniasa, secondo cui un’eccezione riguarda il canale dei broker, che ha continuato a generare il 40% dei noleggi, come nel 2017, producendo invece il 35% dei ricavi, in calo di due punti  rispetto all’anno precedente.

Questi operatori sono riusciti a spuntare un prezzo per giorno inferiore, come gli altri canali, con la differenza sostanziale che hanno intercettato noleggi di durata più̀ breve, diminuendo i volumi di quasi il 2%, invece che aumentarli. Un’altra nota dolente del 2018 sono stati i furti, saliti in maniera preoccupante.

I clienti che noleggiano direttamente pesano il 33% del giro d’affari del rent a breve termine con ricavi a quota 404 milioni di euro (+5,4%). Cresce invece del 3,4% la quota di ricavi generata dalle convenzioni con le aziende, pari a 281 milioni di euro.

Il canale B2B2C – ovvero i noleggi tramite broker, t.o. e Ota – è l’unico che ha registrato una contrazione nel 2018 (-4%) anche se rimane quello che genera la quota più elevata di ricavi: 434 milioni di euro, pari a un peso percentuale del 35%.

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