Propeller Shannon, rampa di lancio per le travel startup

Propeller Shannon, rampa di lancio per le travel startup
31 Gennaio 16:31 2020 Stampa questo articolo

Le startup del trasporto aereo e del travel tech spiccano il volo dall’aeroporto di Shannon. È qui, nel sud-ovest dell’Irlanda, che ha sede Propeller Shannon, dinamico acceleratore del settore aeronautico e dell’industria dei viaggi, che ad aprile inizierà le selezioni, aperte a livello globale, per il prossimo gruppo di startup. Le imprese ammesse riceveranno un fondo iniziale in equity di 45mila euro, ma soprattutto avranno l’opportunità di sviluppare e testare il proprio progetto, confrontarsi con esperti internazionali, partecipare ad eventi di networking ed entrare in contatto con giganti dell’industria e investitori da tutto il mondo.

Fondato da Enterprise Ireland, l’ente governativo per il trade e l’innovazione, insieme all’Irish Aviation Authority, Propeller Shannon annovera infatti tra i propri partner la Dublin City University, la Ryan Academy e colossi come Boeing, Datalex e Iasc, il cluster irlandese di 60 eccellenze dell’aerospace, tutti direttamente coinvolti nel programma, non solo dal punto di vista degli investimenti, ma soprattutto della consulenza.

Propeller_Brian_Marrinan«Riceviamo ogni anno oltre mille domande da ogni continente – commenta Brian Marrinan, che ha visto nascere e dirige l’acceleratore insieme a Clyde Hutchinson – La selezione è molto rigida. Il primo gruppo ammesso nel novembre 2017 è stato di 10 startup. Nel 2018 altre 12 innovative imprese sono salite sulla rampa di lancio del Propeller Shannon. Le selezioni per il prossimo gruppo iniziano in aprile, ma esaminiamo proposte continuamente, quindi non è mai troppo presto per mandare la propria candidatura. Dopo la selezione e le interviste, soltanto una ventina di progetti vengono ammessi all’ultima fase: il Boarding Pass Day. Quel giorno, a valutare i pitch ci sono i leader internazionali dell’industria aerea e del travel. Un’occasione unica di networking aperta anche a chi non è stato scelto».

Potenziali candidati sono le startup che sviluppano soluzioni innovative in sicurezza e sostenibilità nei cieli, gestione dei passeggeri e degli aeroporti, Big Data e servizi personalizzati, management a bordo e Ict, droni e cyber-security, oltre a tecnologie satellitari e aeronautiche futuribili. Settori non certo facili per una realtà in fase embrionale, senza un adeguato supporto, come sottolinea Marrinan: «Il nostro obiettivo è portare le startup a svilupparsi in un’ottica internazionale e scalabile. Più il progetto è preciso e l’attività finalizzata, maggiore è la percentuale di successo. A differenza di altri acceleratori, Propeller Shannon non è legato ad una sola azienda o tipologia di attività. Bensì collabora con le imprese del settore di tutto il mondo ed è in contatto con i principali acceleratori, come Hangar51, per ampliare le possibilità di offrire innovazione ad una industria che ne è affamata».

In meno di due anni, sono numerose le storie di successo che hanno letteralmente preso il volo da Shannon e alcune startup già commercializzano i propri servizi. È il caso di Block Aviation, che offre un sistema per centralizzare documenti e record legati alla manutenzione degli apparecchi ovunque si trovino. Fondata da tre piloti aerei, Frequency ha invece sviluppato un software per facilitare le comunicazioni tra la cabina di pilotaggio e la torre di controllo, attualmente gestite da otto sistemi diversi.

L’americana Countalytics ha brevettato in Propeller Shannon il sistema di inventario a bordo basato su riconoscimento facciale e machine learning. Una tecnologia così innovativa da essere inserita nella prestigiosa selezione delle Top Travel Start-ups to watch in 2019 stilata dalla società di marketing e comunicazione Skift. Mentre l’organizzazione Travel Massive ha appena inserito nella Top 50 del mondo Wanda Maps, l’app per creare mappe personalizzate da condividere.

Altre due startup dell’acceleratore sono poi state finaliste alla Rolls Royce Innovation Challenge: Airside Management, un deterrente high tech contro la fauna selvatica a bordo pista, e OneAire che applica i big data per migliorare la manutenzione dei velivoli.

Grande attenzione è riservata anche alle tecnologie per migliorare customer relation e fidelizzazione, vitali per ogni compagnia aerea. Trustabit offre un sistema di voucher digitali e assistenza personalizzata ai passeggeri in caso di ritardi. La piattaforma riesce a trasformare un’esperienza negativa in un plus per il cliente, tanto che è stato selezionato allo Star Alliance Innovation Day.

L’Irlanda si conferma pertanto uno degli hub aeronautici e del travel tech più innovativi del mondo. Questione di Dna, ma soprattutto merito della sinergia tra università e imprese, degli investimenti in ricerca e sviluppo mirati a competere sul mercato globale, di cui è promotore Enterprise Ireland, con uffici anche a Milano, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di attività imprenditoriali altamente scalabili e ideali per il mercato globale.

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Maria Grazia Casella
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