Processo al Bonus Vacanze:
tutti i dubbi del travel

by Redazione | 26 Giugno 2020 7:00

Strumento poco utile alle agenzie, dal meccanismo complesso e dalle finalità poco incisive per far ripartire il settore. Sembra unanime, al momento, la valutazione sul tanto publicizzato Bonus Vacanze, la misura che il Mibact ha lanciato in queste settimane per contribuire a far ripartire il turismo domestico.

«Il Bonus Vacanze potrà essere “scontato” da strutture ricettive sul territorio italiano – ricorda Gianluca Planamente, responsabile commerciale leisure di Geo Travel Network – ma al momento non è ancora stato definito il passaggio tecnico-fiscale sull’intermediario; per questa ragione, ferma la piena disponibilità a dare spazio a questo strumento, occorrerà capire con esattezza modi e tempi della operatività e se possibile usarli per un reciproco beneficio».

Per Planamente, però, lo strumento rischia di impattare poco sul business dell’intermediazione perché «volto essenzialmente al concetto di turismo nazionale e finalizzato al benefit pro strutture ricettive. Peraltro siamo già sotto data per le prenotazioni che si stanno facendo in questi giorni, e per le quali il Bonus Vacanze non è ancora preso in considerazione».

Scettiscismo condiviso anche da Adriano Apicella, amministratore delegato di Welcome Travel. «Se il bonus è stato pensato a sostegno del turismo organizzato, questo non ne sarà agevolato in quanto si tratta di una  procedura estremamente complessa e sia le adv che i t.o., dovendo operare con un codice unico, devono aggiornare i loro sistemi e la sua gestione così sotto data renderà tutto difficile. E anche la struttura ricettiva che deve anticipare per poi compensare nell’F24, deve poi verificarne la capienza».

Secondo Apicella, quindi, sarebbe stato molto più utile ed efficace «adottare il sistema dello “share-vacanze” realizzato in Francia, un vero e proprio assegno che il cliente consegna all’intermediario o alla struttura ricettiva e che si trasforma subito in liquidità».

«Uno strumento complesso – sottolinea anche Andrea Gilardi, direttore generale di Uvet Travel System – Non risolve sicuramente le problematiche del nostro settore e fa emergere un tentativo, più o meno marcato, di tagliare fuori l’intermediazione. In questi mesi – basti pensare al dl cura Italia e al decreto Rilancio – è sempre mancata la chiarezza. E, infatti, siamo ancora qui a domandarci il funzionamento di cose come il Bonus Vacanze, che tra l’altro è focalizzato su una fascia determinata della popolazione con tutta una serie di vincoli».

Per Gilardi, poi, una delle domande che gli agenti si fanno è «se la commissione che prendono con l’utilizzo del Bonus sarà al netto o al lordo. Ripeto, bisogna avere regole chiare, anche perché in agenzia oggi la durata media della conclusione di una pratica è più lunga, e c’è necessità di massimizzare tempi e risorse, umane soprattutto».

La misura è stata un’occasione mancata anche per le sue limitate modalità d’uso, come Gabriele Milani, direttore di Fto, ha avuto modo di ribadire più volte: «Sarebbe stato utile e più appetibile per le agenzie, poter disporre di un bonus estero, ovvero anche per i turisti stranieri intenzionati a soggiornare nel nostro Paese».

Andrea Lovelock e Giulia Di Camillo

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