I primi passi del Piano strategico
raccontati da Dorina Bianchi

I primi passi del Piano strategico <br> raccontati da Dorina Bianchi
08 Febbraio 15:30 2017 Stampa questo articolo

Tutto pronto per il Piano strategico del turismo. Concluso l’iter nelle Commissioni parlamentari, siamo entrati nella fase attuativa del PST. L’orizzonte temporale è di sei anni (2017-2022) e il documento di 100 pagine, voluto dal ministro Mibact Dario Franceschini, agisce su tre leve che vanno dall’innovazione tecnologica e organizzativa alla valorizzazione delle competenze, alla qualità ed efficienza dei servizi.

Uno sforzo congiunto per raggiungere da qui al 2022 i quattro macro-obiettivi che puntano alla diversificazione dell’offerta turistica, alla crescita della competitività sui mercati internazionali, al miglioramento della governance del settore e alla forte accelerazione di strategie del marketing digitale.

Un Piano che, secondo le stime, dovrebbe generare dagli 8 ai 10 miliardi di euro di investimenti e rafforzare, così, il fatturato del settore che lo scorso anno ha toccato 171 miliardi di euro, pari all’11,3% del Pil nazionale.

Il percorso appena varato, nel dettaglio, prevede sei piani attuativi annuali, a partire da quello già individuato per il 2017, raccontato a L’Agenzia di Viaggi dal sottosegretario del Mibact con delega al Turismo, Dorina Bianchi: «Partiamo subito con la presentazione a metà febbraio delle iniziative per sostenere l’Anno dei borghi italiani con il coinvolgimento dell’Anci, delle Regioni e dell’associazione dei Borghi più belli d’Italia, un primo tassello per centrare l’obiettivo di delocalizzare i flussi turistici in entrata e promuovere al meglio le eccellenze dei territori decentrati e delle destinazioni turistiche minori. Dobbiamo esaltare le identità territoriali e sviluppare nuova occupazione, sostenendo le creazioni artigianali. Dobbiamo far rivivere le antiche botteghe, creare laboratori interattivi e lavorare  alla riscoperta degli antichi mestieri, in modo che i nostri giovani possano dal passato trovare la strada per il proprio futuro».

Accanto a questa prima operazione, sono pronti anche i tavoli di lavoro per mobilità turistica e intermodalità (trasporto aereo, ferroviario e su gomma), e quello volto a organizzare al meglio l’Anno del turismo Europa-Cina (2018), come spiega Bianchi: «La strategia messa in atto dalla Commissione europea assume un significato di responsabilità verso le nuove generazioni e verso l’Europa che ha il compito di mantenere alta l’attrattività in quanto è il piu grande creatore di contenuti culturali al mondo. Un’Europa che, insieme, punti su cultura e innovazione potrà continuare a essere protagonista».

«La sfida di oggi – ha precisato  il sottosegretario – è coniugare il turismo all’industria culturale e creativa e, quindi, alle tecnologie applicate ai beni culturali, alla moda, alla pittura, ai videogiochi, al cinema, all’audiovisivo. Se l’Europa è il primo produttore di cultura, l’Italia è il Paese leader. In particolare, i Paesi emergenti sono attratti dal patrimonio paesaggistico e storico ma anche dalla creatività e dalla cultura che il Made in Italy sa esprimere. Un settore innovativo particolarmente attrattivo è l’audiovisivo che con il cineturismo intercetta annualmente oltre 100 milioni di visitatori. Occorre coordinare le Film Commission regionali, così come Enit ha fatto con il convention bureau nazionale per intercettare la domanda internazionale del turismo congressuale».

Pronti a essere aperti anche i tavoli di lavoro che dovranno seguire la road map del PST: «In un primo tavolo coinvolgeremo il Maeci e tutte le ambasciate italiane all’estero. L’impegno  è coniugare il turismo all’industria culturale e creativa e, quindi, alle tecnologie applicate ai beni culturali, alla moda, alla pittura, ai videogiochi, al cinema, all’audiovisivo».

C’è poi la sfida più impegnativa che riguarda la valorizzazione delle competenze: «Il settore – conclude Bianchi – ha sofferto da sempre di scarsa professionalità, ma ora che il turismo ha una forte valenza economica, bisogna qualificare tutte le figure professionali coinvolte, dal settore alberghiero all’enogastronomia, dal sistema museale a quello congressuale, alle guide turistiche. Tanto più che proprio in virtù di questa crescita, il turismo assicurerà migliaia di nuovi posti di lavoro».

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Andrea Lovelock
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