Pressing sui corridoi turistici: il Wttc vara il Comitato mondiale

Pressing sui corridoi turistici: il Wttc vara il Comitato mondiale
19 Ottobre 08:12 2020 Stampa questo articolo

Un Comitato direttivo mondiale per rilanciare i viaggi internazionali. In primo luogo istituendo i corridoi aerei sulle rotte più importanti a livello globale. È la la nuova iniziativa del World Travel & Tourism Council, che è stata presentata negli scorsi giorni  ai ministri del Turismo del G20, riuniti in Arabia Saudita per discutere delle prospettive del settore travel e delineare un percorso di ripresa post-pandemia.

Nel dettaglio, si tratta di una struttura permanente composta da 12 ceo membri del Wttc e da altre personalità delle istituzioni internazionali, che avrà il compito di promuovere “al massimo livello” la cooperazione tra i vari soggetti del comparto, favorendo le sinergie tra il settore pubblico e quello privato. In un secondo tempo, le priorità e le raccomandazioni formulate dal Comitato Direttivo verranno trasmesse a gruppi di lavoro funzionali per l’azione e la realizzazione.

In cima alle questioni da risolvere, ci sarà la creazione dei corridoi aerei. «È fondamentale ripristinare i corridoi tra i principali centri finanziari del mondo, come ad esempio sull’importantissima rotta transatlantica tra Londra e New York. Il ripristino di queste rotte per i viaggiatori d’affari internazionali deve essere accompagnato dall’accordo e dall’adozione di standard riconosciuti a livello mondiale per un regime di test e tracciamento rapido ed economico», ha detto la presidente e ceo del Wttc, Gloria Guevara.

Un piano, quello proposto da Wttc, che potrebbe salvare 100 milioni di posti di lavoro, rimuovendo di fatto le barriere di viaggio e introducendo un protocollo di test internazionale negli aeroporti per ridurre al minimo la diffusione di Covid-19.

«Solo l’istituzione di questi corridoi fungerà da motore per dare il via alla ripresa economica globale a vantaggio dell’intero settore dei viaggi e del turismo e di milioni di posti di lavoro lungo la catena di valore che dipendono dai viaggi internazionali», ha concluso Guevara.

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Giorgio Maggi
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