POPGuide arriva a 150 città in tutto il mondo

POPGuide arriva a 150 città in tutto il mondo
26 Ottobre 11:50 2017 Stampa questo articolo

Da San Pietro a tutto il mondo. POPGuide, l’app B2B lanciata pochi mesi fa da Vox Tours partendo proprio dal centro di Roma, è arrivata ora a coprire più di 150 città in tutto il mondo con il suo carico di di informazioni per sapere tutto sulla destinazione che si visitando. «Attualmente l’app è disponibile in 7 lingue – spiega Elio Epifani, ceo della società – ma contiamo di allargarci ulteriormente. In sintesi, l’app suggerisce cosa visitare, offre spiegazioni in lingua, indica al suo utilizzatore come tornare in hotel e segnala una selezione di ristoranti e luoghi-chiave nei dintorni».

Target privilegiato di POPGuide sono, dunque, non solo gli alberghi o i tour operator, ma anche agenzie di viaggi e Olta, «insomma tutti coloro che vogliono includere tra i propri servizi qualcosa che offra ai propri clienti una soluzione innovativa». Sul mercato dall’inizio del 2017, dopo uno sviluppo durato oltre un anno e mezzo, e una fase test di un semestre, l’applicazione si rivolge dunque a molti degli attori della filiera turistica, agenzie di viaggi comprese.

«Immaginiamo il cliente che entra nel punto vendita. POPGuide può aiutarci a sapere tutto di lui grazie ai big data, ottenendo una serie di informazioni sulle sue preferenze senza costi aggiuntivi, che verrano poi trasmesse al titolare dell’agenzia tramite report periodici. Stesso cosa per i tour operator, i musei, o le strutture alberghiere, che potranno venire a conoscenza di cosa piace fare ai clienti durante il soggiorno in un certo luogo. Così potranno finalmente costruire campagne di marketing ad effetto, anticipare i loro bisogni e offrire soluzioni su misura».

Altro plus dell’app, è la possibilità di personalizzazione con colori e loghi dei partner, con una selezione di Star Points, gli itinerari basati sulla distanza dalla Home Location, ottenendo così un’accurata profilazione della clientela. «Ma POPGuide consente anche di guadagnare dagli acquisti che i clienti effettueranno». La app – se l’hotel o il tour operator lo vorrà – si trasforma in un motore di ricerca di esperienze e attrazioni. Il cliente potrà decidere di acquistare un’escursione con il segway a Roma, una visita guidata di un museo a Parigi, un Hop-on Hop-off a Londra o qualsiasi altra attività presente in Globol.com (altra app il cui motto è ‘Travel like a local’) utilizzando direttamente POPGuide, che guiderà e suggerirà ai clienti l’esperienza o l’attrazione più vicina o quella con maggiore sconto.

L’utente attraverso la app potrà prenotare e pagare ricevendo un voucher digitale. «L’audio-mappa offerta al cliente può diventare, quindi, uno strumento per guadagnare dal revenue sharing della commissione pagata per le esperienze offerte da Globol. La reportistica dei ricavi del market place è presente nel software back end di POPGuide», conclude Epifani.

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Giorgio Maggi
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