«Molto più che ancillary»: il modello Carrani Tours

by Gabriele Simmini | 20 giugno 2019 7:00

«Non chiamateci ancillary, siamo la parte più bella del travel». Una rivendicazione d’orgoglio ma anche un messaggio ai partner quello che Chiara Gigliotti, general manager di Carrani Tours, lancia dal MarketHub di Hotelbeds, che ha visto l’operatore romano gold sponsor di una fitta tre giorni di conferenze, incontri B2B e analisi del settore.

Perché la parte più bella?
«Activity, tour, esperienze non sono solo la parte più emozionante di un viaggio, quella che fa l’engagement del cliente, ma anche ciò che permette una maggiore remunerazione alle agenzie. Le previsioni vedono proprio questo settore come quello a maggior crescita, anche e soprattutto per l’online. Nella travel industry si parla sempre di aerei e alberghi: ma la gente non viaggia per questo. La cooking lesson, una visita notturna al museo, un monumento o un quartiere vissuto e raccontato da nuovi punti di vista: questa è la motivazione del viaggio. Quindi chi fornisce attività non è un prodotto ausiliare: è il viaggio. Questa è la filosofia di Carrani, e ora pare che anche i grossi distributori hanno capito l’importanza di questo segmento».

Una filosofia che premia…
«La nostra azienda ha appena chiuso il semestre in attivo e le prospettive future sono molto buone. Qualche settimana fa abbiamo ricevuto il certificato di eccellenza TripAdvisor 2018 per tutti e due i brand: Gray Line – I Love Rome che si occupa delle activity e Carrani Tours come ricettivista. Dal 1° aprile, inoltre, siamo Local Expert di Expedia. Ci hanno selezionato proprio per le activity come partner preferenziale a Roma: accogliamo tutti i clienti e abbiamo una servizio di call center pre-arrival».

Come è cambiato il prodotto negli anni?
«Abbiamo fatto una scelta, da tempo ormai: puntare sulla sostenibilità e sullo slow travel. Firenze, Venezia, Positano e la Puglia: sono tutti prodotti che operiamo con Trenitalia, anticipando la tendenza. Inoltre, abbiamo migliorato il circuito Fantasia di Sicilia con nuovi soggiorni. Il Fantasia di Puglia sta andando molto bene, soprattutto tra i target Australia e Americhe. Tutto il sud Italia – tra trulli, alberghi diffusi, maggiori infrastruture e ospitalità  genunina – è ormai un must per i clienti internazionali».

Prossime novità?
«Una nuova linea di tour per piccoli gruppi, massimo otto persone, che partono dalla nostra Boutique del viaggiatore (in  via Leone IV a Roma), di fronte ai Musei Vaticani. È un gioiellino per i repetear dove farli sentire coccolati in un ambiente accogliente e dotato di tutti i comfort. Entro il prossimo anno lanceremo una linea dedicata ai viaggi per famiglie. Ma stiamo facendo anche un importante lavoro di back office. A marzo è entrato in azienda un It project manager che sta sviluppando tool per la business intelligence e l’interpretazione dei dati, un processo fondamentale ormai per il nostro lavoro, e abbiamo rafforzato tutta l’area marketing e comunicazione».

Veniamo all’attualità: c’è un caso Roma?
«La città sta soffrendo l’assenza di iniziative forti e di programmazione. Stazioni metro chiuse, spazzatura, servizi non all’altezza, piano bus: un mix letale che sta facendo male alla reputazione della Capitale. Anche sulla norma che obbliga Ncc e Uber a ritornare alla rimessa di partenza, per esempio, senza entrare nel merito della vicenda posso affermare che ha creato un certo disagio».

In che senso?
«È un dato di fatto che non ci sono taxi a sufficienza a Roma per gestire il flusso turistico. Noi operatori lo abbiamo sperimentato di persona più volte. Dal punto di vista amministrativo, però, ho accolto con ottimismo l’iniziativa di Futouroma, organizzata dal direttore dipartimento turismo, Cristina Selloni, e mi auguro che sia un buon punto di partenza per sviluppare insieme, politici e operatori turistici, il futuro della città».

Cosa pensa del Piano Bus?
«Una norma che, così com’è, nuoce gravemente allo sviluppo turistico ed economico di Roma, ma anche gli operatori hanno le loro colpe. Ci siamo mossi tardi e le categorie (ricettivisti, albergatori, noleggiatori, tassisti, commercianti, etc..) peccano di mancata coesione tra loro. Ognuno va per i fatti suoi e quando arriva una norma come il Piano Bus, passa tranquillamente  e il settore la subisce».

Il valore del team: da Race for the Cure alla riorganizzazione

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I manager Carrani durante un recente team building organizzato dall’azienda

«Mi piace il concetto di community e condivisione anche dentro l’azienda. Per questo sono orgogliosa di due azioni», racconta Chiara Gigliotti, gm di Carrani Tours. Il riferimento è, in primis, alla sponsorship di Race for the Cure con l’iscrizione di tutti i 157 dipendenti alla corsa contro il tumore al seno. Ma anche alla riorganizzazione dell’azienda con il supporto del presidente Paolo Delfini. La squadra è stata divisa in 14 team guidati da Simona Fulgenzi (hotel), Marta Canale e Claudio Nizzi (operations), Patrizia Scalzi (amministrazione), Paolo Salvati (finanza), Giusi Giovannetti (gruppi), Piero Di Giovanni (vendite Roma), Zena Batocchi (sales internazionali), Emma Esposito (back office), Rosanna Mandina (booking), Letizia Cicconetti (product), Guido D’Ugo (ufficio Nyc), Martín Tartara (marketing e comunicazione) e Laura La Pollanisi (Open Bus)».

Lo scorso 11 giugno, infine, Carrani ha organizzato la prima giornata di formazione, aggiornamento e un momento d’incontro a Roma per le guide turistiche di Roma, Napoli e Firenze. Il Guide Lab Day è stata una giornata tutta all’insegna dello storytelling e della reputation online.

Source URL: https://www.lagenziadiviaggi.it/piu-ancillary-modello-carrani-tours/