Parma 2020 Capitale Italiana della Cultura tra cultura e cibo

05 dicembre 07:00 2019 Stampa questo articolo

«Arte, bellezza, cibo: Parma ritorna capitale. Sempre più alta la qualità: complimenti a tutti per la definitiva affermazione sul piano mondiale». Così, in collegamento video, il ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini ha salutato la presentazione ufficiale a Milano di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.

A coronare l’ambito riconoscimento uno straordinario programma di oltre 400 eventi, sostenuto e messo in opera con il contributo, oltre che del Ministero, di Regione Emilia Romagna, Comune di Parma, Fondazione Cariparma, Comitato per Parma2020 e in collaborazione con Provincia di Parma, Università degli Studi di Parma, Diocesi di Parma, Destinazione Emilia.

«Il rapporto pubblico-privato è stato fondamentale per vincere il titolo, che non è un premio ma un merito – ha dichiarato il sindaco Federico Pizzarotti – Il sentimento oggi è quello dell’orgoglio del territorio, con Parma che ha fatto squadra incrociando la cultura e la disponibilità dei comuni di Piacenza e Reggio Emilia e ha vinto una sfida importante. Se il 2020 sarà il grande anno che ci aspettiamo ci guadagnerà la città, la regione e anche l’Italia».Un anno di partenza dunque per Parma, che accende un faro sulla candidatura nel 2022 a European Green City e, comunque, sull’Agenda Urbana 2030 – La città delle idee, documento guida assunto come bussola del cammino futuro.

Come un metronomo nella vita di Parma2020 il claim del programma “la cultura batte il tempo”: oscillerà tra quello della città romana e medievale, rinascimentale e barocca, borbonica e illuminista, rivoluzionaria e asburgica. E poi quella contadina, imprenditrice, la Parma dell’Oltretorrente e la Parma tecnologica: tutte insieme, la città di oggi. Forme di dialogo con il mondo delle imprese, rappresentato dall’Associazione Parma, io ci sto!, in tutt’uno con l’azione culturale promossa nelle pieghe della città e del territorio, un rapporto virtuoso tra creatività, mercato e terzo settore che resterà ben oltre l’evento.

A scandire il ritmo la nuova identità visiva di Parma2020, che resterà in eredità come brand collettivo e realizzata da Erik Spiekermann, noto designer già intervenuto per città quali Berlino, Londra, Santa Monica: tutta sul filo del tipico colore giallo e con la P in carattere tipografico Bodoni (parmigiano già creatore di stampe per Napoleone) come buco della serratura per vedere Parma in ogni sua cosa, compresa la faccia di Giuseppe Verdi per il Festival del musicista.

Sabato 11 gennaio l’inaugurazione, una tre giorni di mostre, concerti, performance e teatro che debutta con la parata “parole della cultura”, provenienti da tutte le città d’Italia e portate in corteo nel centro storico attraverso un videomapping interattivo. Il giorno dopo cerimonia istituzionale di apertura al Teatro Regio alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Infine lunedì 13 gennaio, per celebrare Sant’Ilario, Patrono di Parma, la città diventerà palcoscenico di insolite narrazioni tra storia e poesia, alternate a presentazioni di libri e concerti. Del programma dei numerosi eventi in calendario nel 2020 avremo modo di parlarne ancora.

L'Autore

Adriana De Santis
Adriana De Santis

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