Pacchetti turistici, Federconsumatori contro la riduzione dei tempi di recesso

09 Luglio 14:41 2018 Stampa questo articolo

Contestati da Federconsumatori due passaggi del decreto pacchetti turistici entrato in vigore il 1° luglio. Dopo aver evidenziato le principali novità del testo, che di fatto rappresentano un apprezzabile ampliamento delle tutele per i turisti, tra cui la possibilità di cessione del contratto a un altro viaggiatore, la revisione del prezzo, l’introduzione del diritto di recesso per gli acquisti fuori dai locali commerciali, gli obblighi informativi a carico del venditore, i difetti di conformità e le tutele per i casi di insolvenza o fallimento, Federconsumatori definisce «incomprensibili» le ragioni che hanno portato il legislatore a non ratificare tale direttiva così come disposta dall’Unione europea.

Nello specifico la federazione si riferisce alla riduzione del periodo utile per l’esercizio del diritto di recesso – la direttiva prevede 14 giorni lavorativi e non 5 – e alla definizione di pacchetto viaggio come quello che composto almeno dal 25% di servizi diversi da trasporto, alloggio e noleggio, sottolineando che l’Ue non aveva ordinato alcun vincolo.

Per la federazione dei consumatori si tratta di due importanti limitazioni assolutamente irragionevoli, e si riserva di ricorrere anche in sede europea per chiedere la piena applicazione di quanto disposto con la direttiva originaria.

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Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

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